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#1
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| [attenzione: crosspost] Ho sempre pensato (e grossomodo lo penso ancora) che la produzione di etanolo almeno da grano turco, come avviene oggi in Usa, sia solo una inutile perdita di tempo e di risorse, ragion per cui ho guardato piuttosto alla produzione di combustibili sintetici che almeno possano essere semplici da produrre e puliti da bruciare (come il metanolo o l' ammoniaca); ciò principalmente per il fatto che una tale attività ha un molto modesto ritorno energetico (rilascio energetico del prodotto finito vs energia investita nella sua produzione), ammesso che l' abbia, cosa che molti mettono pure in dubbio [Only registered users see links. ] Tuttavia, analizzando più in dettaglio l'input energetico di una tale attività, per es. qui [Only registered users see links. ] [Only registered users see links. ] ho notato che la metà dell' energia spesa è sottoforma di calore a bassa temperatura (per la fermetazione/distillazione del prodotto), e quasi un altro 20% è energia elettrica, il resto essendo il petrolio e il gas usati per produrre i fertilizzanti nella coltivazione delle piante; quindi circa 2/3 dell' energia di ingresso richiesta è calore + elettricità che può essere tranquillamente prodotta da fonti alternative agli idrocarburi (se non addirittura completamente pulite), al contrario quest' ultimi praticamente indispensabili nella produzione di fertilizzanti azotati D' altra parte esistono altre piantagioni per cui il ritorno energetico è superiore all' unità, come avviene per il grano turco, per es. la canna da zucchero (certamente non coltivabile nei nostri climi) arriva a 6-8 volte, così come la soia, la barbabietola ed altre piantagioni fanno molto meglio del mais, anche come resa per ettaro coltivato. Supponiamo adesso che noi si voglia produrre 20 miliardi di litri equivalenti di benzina all'anno, pari a 200 TWh/anno di energia (un litro di benz ~ 10 kWh termici), io vedo due opzioni : 1) Usare una piantagione che sia coltivabile ai nostri climi e compatibile con un basso valore di superfici impiegate con il più alto valore possibile nel ritorno energetico, supponiamo di 4 o 6 volte (per es. etanolo da cellulosa o biodiesel da alghe) 2) usare piantagioni più scadenti nel ritorno energetico, supponiamo non più di 2 volte, però eventualmente composti da scarti agricoli, boschivi o rifiuti urbani (qualche idea su quanto possano essere tipicamente in Italia?). In questo caso, dei 200 TWh/anno di cui sopra occorrerebbero 100 TWh di energia come input, di cui 50 TWh di calore a bassa temperatura e 10-20 TWh/anno di elettricità. Non mi sembrano valori così drammatici, considerando che 20 miliardi di litri/anno di combustibili liquidi sono davvero una bella cifra P.S. questo ovviamente non sarebbe un' alternativa ai veicoli elettrici o ibridi, ma semplicemente un ' integrazione per quegli usi energetici non facilmente elettrificabili, come aerei, navi, gas per cucina ed usi industriali (produzione di fertilizzanti e polimeri), treni a diesel o gli stessi veicoli ibridi per tratti giornalieri più lunghi dell' autonomia della batteria (che per ragioni di costi/peso non può essere maggiore di 50-60 km) o |
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#2
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| "Romeo Gigli" <rgigli @ (no-spam) libero.it> ha scritto nel messaggio news:N7m3m.62435$[Only registered users see links. ]... ...... Riflettendoci un pò meglio, mi accorgo che tuttavia potrebbe bastare anche un ritorno energetico più modesto, appena di poco superiore all' unità, diciamo almeno 1,25 (ovvero 25% in più di energia viene prodotta dal combustibile liquido che nella produzione). Per i 20 miliardi di litri/anno di benzina equivalente che si diceva, pari a ~ 200 TWh/anno, supponendo che il 60-65% sia l' input energetico (il resto essendo il petrolio e il gas usati come materia prima per produrre i fertilizzanti per la coltivazione delle piante, praticamente quasi tutto fertilizzanti azotati), di cui la metà solo il calore per la fermentazione/distillazione del prodotto, occorrerebbero quindi : 1) 80 TWh/anno di calore a bassa-media temperatura (150-200 °C) e 2) 20 TWh/anno di elettricità. Sono valori non indifferenti, ma non difficili da raggiungere pure esclusivamente da fonti totalmente pulite |
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