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#21
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| > ehm, ma io non discutevo sulla forma, discutevo sulla sostanza. Sai, quando uno su queste cose ci campa, la forma è molto... sostanziale. :-) Dimanticavo, tra l'altro, di dire che le sostanze etichettate "naturali" hanno valutazioni sull'impatto sulla salute molto più facili e meno severe (e quindi molto più economiche). Ad ogni modo, se mi vuoi dire che queste distinzioni sono per lo meno sofismi, sfondi una porta aperta. Ora stanno anche un po' cambiando il regolamento (parlo di UE). Per darti un'idea: [Only registered users see links. ] Tex |
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#22
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| Ciao e grazie anche a te per aver trovato il tempo di rispondermi. Soviet_Mario ha scritto: Ti sarei grato se lasciassimo il sarcasmo fuori dalla discussione. Trovo di gran lunga più deprecabile il comportamento di chi sparge glyphosate su decine di ettari di terreno. Io spargo aceto: è la stessa sostanza che, se sono stanco e assetato, posso tranquillamente bere direttamente dalla pompa irroratrice. Evitiamo di farne una questione di lana caprina su cosa è più o meno naturale. Studi hanno dimostrato che, dopo spargimento di aceto, un suolo a pH 7.2 scende a 5.4, per poi ritornare spontaneamente al valore iniziale dopo 48 ore. Ma qui la questione non è su quanto sia selettivo il principio attivo (ma poi chi ha detto che l'acido acetico sia aspecifico??): è sull'uso di una sostanza che si genera da una fermetazione naturale anaerobica e l'uso di sostanze che si sono dimostrate nocive persino su chi le sparge! Concordo e sottoscrivo, ma qui si deve affrontare una situazione di emergenza contro infestanti vegetali. Nobile il tuo suggerimento, ma non si applica al caso in questione. Il messaggio che ha generato questo thread aveva come unico scopo chiedere lumi relativamente ad una questione di mera chimica, ovvero la concentrazione di una sostanza acida. Stop. Non sono nemmeno entrato nel merito del meccanismo di funzionamento del diserbante! E' quindi perfettamente inutile accusarmi di "scarsa competenza" e "pressapochismo" dato che ho _deliberatamente_ omesso i dettagli della cosa! Il diserbante di cui parlo è costituito da semplice aceto al 7%, quello che si acquista al supermercato: lo puoi usare per condire l'insalata o mettere direttamente nella pompa irrotratrice. Gli studi sul campo hanno però dimostrato che l'unico caso in cui potrebbe non funzionare è quello in cui si adopera già in fase di emergenza, perchè ci si trova a fronteggiare infestanti ad un livello di crescita talmente avanzato che, a livello sistemico, l'aceto al 7% viene tranquillamente metabolizzato senza che la pianta subisca grossi danni. Ecco quindi l'utilità di usare (ma ribadisco: solo in fase di emergenza!) una soluzione di aceto più acida. Per quanto concerne la tecnica di Nino, come già detto, ognuno è liberissimo di adottarla. A me personalmente sa di fiaba (o di incubo) estirpare MANUALMENTE le infestanti di svariati ettari di terreno. Specialmente se si deve operare una selezione su quale specie estirpare!! RS |
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#23
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| > Ma qui la questione non è su quanto sia selettivo il principio attivo Per la precisione, il processo in genere è aerobico, se no col cavolo che si riesce ad ossidare l'etanolo. Oddìo, qualche Clostridium ci riesce, eh... Ad ogni modo, per curiosità, puoi darci qualche maggiore dettaglio sulla selettività del "tuo" processo? Ciao Tex |
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#24
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| "Res Solaris" <> Un momento! Prima di dire come faccio io, avevo chiesto quanto era l'estensione del terreno. Io non devo vendere prodotti vegetali frutto di agricoltura più o meno "biologica". Io mi limito a consumare con la mia famiglia quello che coltivo. E appunto per questo, mai mi sognerei di aggiungere al terreno prodotti di cui temo la pericolosità, nè di eliminare le erbe infestanti con aceto o altre sostanze, in altri settori magari apparentemente innocue. Ma lascio agli altri decisioni contrarie; proprio per questo sull'argomento non ho volutamente espresso come la penso. Visto che ho tempo e il mio fine non è il guadagno, posso tranquillamente e con soddisfazione, zappare, sradicare ed isolare le erbe infestanti, porle con rami di potatura, foglie, rifiuti di cucina, ecc. in un composter e attendere la loro degradazione con formazione di un ottimo terriccio (lo vogliamo chiamare naturale?) che riutilizzo. Per il resto, sono perfettamente d'accordo con Soviet_Mario. Nino |
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| Nino ha scritto: Già, in altri settori come l'alimentazione umana. RS |
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| Grazie. Molto interessante. Tex |
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| Res Solaris ha scritto: hai il diritto di replica Su questo punto, riconosco di avere espresso una valutazione superficiale, ed in parte devo ritrattarla. E' vero che la sostanza è si un acido ma anche metabolizzabile in maniera ordinaria, per cui l'acidificazione non è permanente. Mi rimangono invece i dubbi sulla mobilitazione di principi poco solubili che normalmente sono assorbibili dal suolo a tasso lento e costante (non mi riferisco a uno in particolare, ma ad es. ci sta comunque l'esempio del ferro che normalmente, in suoli non naturalmente acidi, è assorbibile in modo limitante per la scarsa solubilità di ossidi vari. Con un acidificante in massa si creerebbero dei picchi di disponibilità di questo e altri esempi poco solubili, e mi chiedevo cosa ne fosse del rimanente dopo che il picco è stato "consumato"). Cmq è giusta la rettifica circa l'effetto transitorio sul pH su questo punto mi leggerò la citazione [Only registered users see links. ] a proposito, è solo un abstract ? E' accessibile, e dove, l'articolo originale ? Non si vedono molte analisi statistiche nell'abstract. In particolare non sono riuscito a capire se ci sono e in che misura specie vegetali favorevoli "unaffected" (se non dovessero essercene, beh, soddisfarrebbe la mia definizione di sostanza aspecifica appunto. Io per selettico intendo che uccide una graminacea ad es. e non uccide una leguminosa, o viceversa, o altra forma di capacità di discriminare. Ero scettico su un acido, pur sapendo che esistono specie più o meno sensibili all'acidità sulle foglie ... ma ignoro dati quantitativi su questo) vabbè la origine naturale in sé non mi fa né caldo né freddo. Oltre ai buoni antibiotici naturali ci sono delle simpatiche muffe che sparano fuori terribili cancerogeni, tipo le aflatossine. Per contro dello zolfo sparso dall'uomo e artificiale tolleriamo ingestione di quasi una decina di grammi. Indi sono interessato a dati quantitativi di attività sulle varie specie, al limite, poco ai discorsi del tipo che ci condiamo l'insalata, non dimostrano praticamente niente d'accordo, capisco il problema. Ci sono tossine da somministrare con lo scafandro ... e già che siamo in vena di cose naturali mi vien da pensare alla tintura o estratti di TABACCO (dove la nicotina base libera è un potente insetticida), che è in grado di far secco anche l'operatore che la spennella se si schizza sulla pelle e si tiene le macchie addosso un tempo sufficiente per l'assorbimento transdermico. Ora quella non è nicotina pura di sintesi (perché costa troppo di più di un estratto grezzo naturale, sufficientissimo a stecchire alcuni parassiti). Non è la naturalità o meno che fa la differenza. OK l'aceto a noi fa fresco, su questo non ci piove, non è assorbibile facilmente (se inalato non so che effetti abbia, di preciso). Ma su organismi del suolo non lo so e non l'ho visto scritto nell'abstract vabbè, a sarcasmo siamo quasi pari, almeno. mah, su questo punto però continuo a ribadire la mia impressione di pressapochismo se chiunque si appresti a sperimentazioni di qualsiasi genere non riesce a compiere un calcolo del genere (o calcoli elementari necessari alla medesima). Non so, è come se avessi un'idea su un reattore nucleare innovativo, e andassi a chiedere sul NG di fisici di aiutarmi a bilanciare cariche, masse etc della mia reazione nucleare. Magari poi la cosa funzionerebbe, ma lascia perplessi Puoi anche disincrostarci lo scaldabagno. Anzi, se ci metti in infusione certe erbe (aceto dei sette ladri) ottieni una soluzione che stermina gran parte dei bacilli della peste bubbonica e polmonare. Ai micobatteri non gli fa ne caldo ne freddo. Insomma, la pericolosità a volte non è oggettiva. A me interesserebbe capire perché una sostanza acida riesca (e SE riesce) a essere selettiva sui vegetali, e in che misura. A istinto direi che non riesce a esserlo molto, pure ci sono piante che amano suoli acidi e altri basici, quindi qualche soglia di tolleranza diversa ci potrebbe essere. Ma senza numeri che mi dicano quanto, rimango convinto che non sia un principio attivo con una selettività desiderabile. OK, questo lo apprendo ora. E già rende meno esigente una valutazione di fattibilità ciao soviet |
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#30
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| Soviet_Mario ha scritto: Sì. E' accessibile a pagamento su Proceedings of the NorthEastern Weed Science Society ([Only registered users see links. ]). Non capisco dove sia il problema. In commercio esistono sia diserbanti selettivi che non selettivi. Ora la questione è semplice: se devo salvaguardare alcune specie vegetali acquisto quello selettivo, se ne devo uccidere il più possibile quello non selettivo. Perchè il diserbante all'aceto deve *necessariamente* essere selettivo? Metti che diserbare strade poderali e fossi: cosa devi salguardare? Questo punto mi è del tutto oscuro... Quindi il livello di tossicità sull'uomo non ti interessa per niente. Ok, su questo ci sono: quindi meglio il glyphosate perchè tanto il fatto che un determinato agente sia commestibile non dimostra praticamente niente. Il paradosso di certo ecologismo in fondo è proprio questo. (cut) Forse fai prima a dirmi cosa *fa* la differenza, anziché cosa *non fa* la differenza. Assodato che non il diserbo a mano non è un'alternativa. Nella mia zona quattro mesi di piogge ininterrotte hanno allagato le campagne, distruggendo indiscriminatamente quasi del tutto la microfauna e parte del raccolto. Ma attenzione: il diserbante deve essere selettivo perchè non è la naturalità o meno che la differenza! Ti esorto a non prenderla come una polemica ma mi accorgo che scadiamo nel paradosso ad ogni messaggio. E' vero anche il contrario e per questo continuo a non essere d'accordo: se vedo gli uccelli appollaiati sui cavi dell'alta tensione non vado a metterci le mani anch'io. Anche se la pericolosità non è oggettiva. Mi accontento del fatto che sia pericoloso PER ME. Come già detto potrebbe essere un principio con una selettività nulla ed essere allo stesso tempo un ottimo diserbante aspecifico. RS |
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| agricoltura , biologica , chimica , tema |
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