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#1
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| Mi domando se il traduttore abbia capito bene (ma non posso controllare l'originale) ... In particolare (imho) l'equivoco sorge dal momento che leggo la frase : <<...la sua forma assomiglierebbe piuttosto a quella di un cubo, o quantomeno cubica sarebbe la sua struttura cristallina...>> Quel quantomeno pare suggerire che vi sia una qualche parentela tra la forma macroscopica del nucleo e la simmetria della sua struttura cristallina, cosa che a me pare ridicola (tranne che in un caso, che cito dopo). Successivamente viene accennato all'anisotropia direzionale nella propagazione delle onde elastiche, compatibile con uan struttura cubica (nota, a questo punto pare evaporato ogni riferimento alla struttura macro, ma si parla rigorosamente di struttura cristallina). A questo punto però mi viene da fare un'altra considerazione. Come può un materiale, policristallino, mostrare asimmetrie di qualsiasi sorta, quali quelle indicate ? Ed è qui che lancio il sasso (e se qualcuno ha accesso alla rivista potrebbe controllare) : non è che i ricercatori stiano in realtà ventilando che il core centrale più massiccio della terra (nucleo interno) sia in realtà essenzialmente un MONOCRISTALLO (di struttura cristallina cubica) ? La sua forma macro potrebbe essere normalmente sferica, ma la propagazione di onde elastiche in un monocristallo sarebbe anisotropica, come pare sia stato osservato. Perchè mi lascia scettico l'idea della struttura macro "cubica" ? Semplice : avrebbe un'energia potenziale gravitazionale superiore ad un nucleo sferico, e dato che le temperature la dentro sono altissime, mi sembra strano che il materiale possa restare rigido e non appiattirsi in superfici equipotenziali di minima energia gravitazionale. Poi per carità, delle proprietà meccaniche del ferro a pressioni di molte centinaia di GPa e temperature di ... boh ? 10000° K ? Non ne so un accidente. Commenti benvenuti ciao Soviet_Mario L'articolo si trova sul sito di LeScienze (lo aggiungo ad ogni modo) [Only registered users see links. ] BEG QUOTE Secondo una ricerca svedese Un nucleo cubico per la Terra A dispetto dell'elevato livello di simmetria della struttura cubica, in quelle condizioni di temperatura elevata si dovrebbe manifestare una notevole anisotropia elastica Il nucleo interno della Terra ha un raggio di circa 1200 chilometri ed è costituito in prevalenza da ferro. Forse la sua forma non è però sferica, almeno a quanto dicono alcuni ricercatori dell'Università di Uppsala, che hanno sviluppato un modello in grado di dar conto del fatto che che le onde sismiche lo attraversano più velocemente quando viaggiano in una direzione parallela all'asse di rotazione del pianeta rispetto a quando si spostano lungo il piano equatoriale. Secondo il gruppo di scienziati diretti da Börje Johansson, docente di fisica della materia condensata all'Università di Uppsala, la sua forma assomiglierebbe piuttosto a quella di un cubo, o quantomeno cubica sarebbe la sua struttura cristallina. Nel 2003, lo stesso gruppo di ricerca aveva già avanzato un modello teorico secondo cui il nucleo della Terra avrebbe dovuto assumere una struttura cristallina cubica che, a dispetto dell'elevato livello di simmetria in quelle condizioni di temperatura elevata avrebbe dovuto manifestare una notevole anisotropia elastica, ossia un comportamento elastico differente a seconda delle direzioni. Quel modello era stato sviluppato sulla base della teoria sulla densità funzionale di Walter Kohn, per la quale quest'ultimo è stato insignito del premio Nobel nel 1999. Ora, nel nuovo studio - descritto in un articolo pubblicato su "Science" - i ricercatori presentano varie simulazioni di come si dovrebbero comportare le onde sismiche a seconda delle condizioni predominanti in cui si ipotizza che possa trovarsi il ferro. Per le simulazioni è stato utilizzato uno dei più potenti supercomputer paralleli esistenti al mondo, "Abbiamo così trovato che la struttura cristallina cubica è l'unica che concorda con le osservazioni sperimentali", osserva Johansson. Il bilancio termico della Terra e il suo campo magnetico dipendono dalla quantità di calore che è immagazzinato nel suo nucleo. E queste condizioni sono a loro volta dipendenti dalla struttura cristallina del ferro che vi è contenuto. Finora nelle stime relative all'evoluzione di questi fattori si era partiti dall'ipotesi che all'interno del nucleo il ferro assumesse una struttura cristallina esagonale, ma l'ipotesi degli svedesi comporterebbe la necessità di un ricalcolo della velocità di raffreddamento del pianeta e della stabilità del sui campo magnetico. "Lo studio apre nuove prospettive alla nostra comprensione del passato, del presente e del futuro della Terra", ha concluso Natalia Skorodumova, che ha partecipato alla ricerca. (gg) QUOTE END |
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#2
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| Erano le 20.49.06 di martedì 19-02-08 quando il laboratorio di Soviet_Mario venne scosso da un boato che si udì fino in it.scienza.chimica. Le sue ultime dichiarazioni furono: Qui c'è una versione apparsa su ScienceDaily. [Only registered users see links. ] Di solito fano rimbalzare i comunicati stampa originali con poche modifiche. saluti, Peltio totalmente ignorante in materia, posto solo il link |
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#3
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| "Soviet_Mario" ha scritto: Nell'abstract dell'universita' di Uppsala: [Only registered users see links. ] non si fa cenno ad una possibile forma cubica del nucleo della Terra, anzi si dice esplicitamente: "It has long been known that the inner core of the earth, a *sphere* consisting of a solid mass with a radius of about 1,200 km, is mainly made up of iron.". Anche li' pero' e' presente quella stessa ingannevole rappresentazione artistica del nucleo che si vede sul sito di "Le Scienze", in cui il nucleo ha forma cubica. Comunque se il nucleo della Terra fosse un cubo, ritengo che cio' determinerebbe una particolare configurazione del campo gravitazionale terrestre, che non risulta sperimentalmente. Ciao -- Giorgio Bibbiani |
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#4
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| Giorgio Bibbiani ha scritto: che ne pensi della possibile "monocristallinità" per razionalizzare l'anisotropia ? ciao soviet_mario |
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#5
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| Soviet_Mario ha scritto: Ti consiglio una ricerchina in Google, con parole chiave Johansson e "earth core". Troverai una serie di riferimenti: non l'articolo orignale, ma per lo meno ci sono piu' vicini. Non li ho neppure letti, perche' non ho tempo e non ritengo che ne valga la pena. -- Elio Fabri |
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#6
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| Elio Fabri ha scritto: ho letto l'abstract originale che mi ha segnalato Bibbiani (dal sito di Uppsala), ed effettivamente ogni dubbio sulla qualità della comprensione del traduttore è stato confermato. Quindi confermo che la cubicità macroscopica non risulta da nessuna parte (come era intuibile). Per l'altro dubbio intrinseco, sulla compatibilità di monocristallo vs. policristallo (entrambi a struttura BCC) con l'anisotropicità della propagazione delle onde elastiche, che opinione te ne faresti ? voglio dire, una materiale la cui cella elementare cristallina sia di per sé anisotropica, ma che sia nel complesso policristallino, può essere ancora anisotropo ? Potrebbe esistere, anche in un policristallo, una sorta di moderato ordine medio a largo raggio che pur evitando la monocristallinità renda ragione dell'anisotropia ? O non è neppure necessario e anche un policristallo random può essere anisotropo ? Lo chiedo perché troverei tanto suggestivo quanto improbabile che il nucleo intero sia una sorta di immenso "single crystal" ... ciao Soviet |
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#7
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| P.S. sorvolare, pls, sulla forma sintattica :-) ho scritto leggendo un'altra cosa :-( |
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#8
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| "Soviet_Mario" ha scritto: Non so. Nell'abstract si dice: "The body-centered cubic crystal structure forms a cube with atoms in each corner and a further atom in the middle of this cube. It is oriented in such a way that its great diagonal is directed along the earth's axis of rotation, which makes it possible for the iron to evince sound propagations with the velocities observed." Quindi, se e' vero quanto affermato, o e' un monocristallo (!), o i cristalli componenti hanno piu' o meno la stessa orientazione, come ha gia' spiegato leoleo. C'e' anche da dire che per la grande differenza di pressione (e temperatura?) tra il centro della Terra e la superficie del nucleo, le dimensioni della cella cubica elementare dovrebbere essere diverse tra centro della Terra e superficie del nucleo, quindi in ogni caso non si tratterebbe di un monocristallo ideale :-) Ciao -- Giorgio Bibbiani Ciao -- Giorgio Bibbiani |
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#9
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| leoleo ha scritto: Eh ... ora queste ragionevoli considerazioni, nella lingua comune dei metalli, mi portano a pensare che il materiale li dentro (a proposito ... sicuro che sia liquido ? A me pare che la pressione imposta garantisca la solidità anche a enne mila Kelvin, viceversa non avrebbe molto senso parlare di celle cristalline di sorta), cmq, dicevo, come sopravvivono dei difetti reticolari in una massa che sostanzialmente è sottoposta a ricottura perpetua da miliardi di anni a T alta ? Qui ci vorrebbe proprio un mago strutturista, perchè bisognerebbe poter valutare, cosa che no so fare, quanto frequente sia la comparsa di nuovi difetti reticolari causati dall'agitazione termica e quanto frequente sia il loro "riassorbimento". Se la frequenza di fagocitamento delle imperfezioni reticolari ai margini dei grani fosse, all'equilibrio, anche di poco maggiore della frequenza di genesi di dislocazioni varie, dopo tutto questo tempo non potrebbe essere ricristallizzato tutto quanto ? Ciò almeno a scala piccola e media. Come fa notare Bibbiani, a larga scala, la cella elementare non ha lo stesso passo, ma presumo possa verificarsi una transizione dolce, graduale, di densità, senza necessariamente discontinuità discrete. Ecco, però ciò di cui non so nulla è se e quanto frequentemente, e a quali T, in un cristallo perfetto possano nascere difetti da genesi "termica pura". Quanto al discorso magnetizzazione ordinata mi dichiaro piuttosto ignorante : essa implica o meno un vero e proprio ordinamento reticolare delle celle ? Io avrei detto di no, in effetti. Voglio dire che presumerei che un metallo ferromagnetico possa essere magneticamente riorganizzato (riordinato) anche senza una estensiva ricristallizzazione reticolare vera e propria. Ho questa idea, forse fallace (causata dalla povera comprensione degli spin), perché penserei che la riorganizzazione magnetica possa essere un fenomeno prevalentemente "elettronico" laddove la riorganizzazione reticolare del cristallo debba implicare un più radicale riposizionamento dei nuclei. Però aspetto conferme/confutazioni autorevoli da qualche esperto di stato solido. Ah, immagino che se il nucleo è realmente solido, in esso non operino moti convettivi di sorta o altri rimescolamenti o distorsioni (tipo maree etc) Eh, devo chiarirmi prima il dubbio precedente. Che ne pensi ? uhm ... liquido ? Ma allora di che stiamo parlando ? nin-zo ciao Soviet |
| Tags |
| cubico , lescienze , nucleo , terra |
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