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LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

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  #21  
Old 06-15-2010, 08:29 AM
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Default Re: LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

Ciao a tutti,
mi sono laureata in chimica ormai da 7 anni! Ho lasciato la mia isola per cercare lavoro in Lombardia, ma non è servito a molto... ho conseguito il dottorato di ricerca in scienze chimiche a Milano (tempo perso? non so).
Sono stata sul punto di andare all'estero come fanno molti, ma poi improvvisamente è morto mio padre e non me la sono sentita di lasciare mia madre e mia sorella minore da sole in quel momento.
Ed ora, dopo aver lavorato per circa 18 mesi all'università con assegni che poi non mi avrebbero più rinnovato, lavoro in una azienda regionale con un contratto cocopro senza un incarico qualificato, con una mansione che avrei potuto fare con la terza media!
Ho fatto qualche colloquio ma credo che ormai se ci fosse uno spazio di lavoro, sarebbe occupato preferenzialmente da giovani laureati, anche con una sola trieannale, piuttosto che da me, che ormai sto anche dimenticando le basi della chimica!!
Aspetto un bimbo che nascerà ad ottobre e a parte lui che diventerà lo scopo della mia vita, professionalmente mi sento abbastanza fallita.
Anni di studio e sacrifici anche lontano dalla famiglia per cosa? Cultura? A questo punto dico: me ne frego!
Buona fortuna a tutti.
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  #22  
Old 06-21-2010, 05:54 AM
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Default Re: LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

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Originally Posted by tommaso View Post
ciao visto che ogni tanto allora qualcuno risponde qui sopra.......ti volevo chiedere qualche informazione sulla tua esperienza poichè non ho mai avuto la possibilità di incontrare un chimico che lavorasse al di fuori dell'uni.....laureandoti nel 99 penso che avrai moltissima esperienza su questo campo,quindi ti volevo chiedere ma in realtà che lavoro si può fare?oltre a fare il ricercatore o l'informatore scientifico come dici tu?e poi è necessario laurearsi con il max ed in corso per avere qualche possibilità di un posticino?cioè io ho intrapreso questa strada,ma se devo essere sincero ancora non ho capito cosa sto facendo e cosa mi aspetterà dopo,lasciando tutto al destino!!!
allora... diciamo che la situazione occupazionale è precipitata dalla metà degli anni '90 in poi... ivi compresi noi chimici, con tutto quello che questo comporta: meno posti qualificati, condizioni di lavoro più difficili, despecializzazione.. fino ovviamente ai casi più radicali di mansioni generiche... quelle "da terza media" come diceva la ragazza sopra.
Sul laurearsi in corso e a pieni voti conta, ma come tutte le cose relativamente, visto che non esiste nel mercato del lavoro una ripartizione graduale dei meriti e delle valutazioni.... molti ambienti di lavori paiono alieni alla formazione precedente universitaria, creando un proprio codice 'interno' di merito... certo fanno caso anche al tempo e alla votazione, ma in modo relativo. E' una cosa negativa, perchè impone meccanismi neoliberisti che se inizialmente può sembrare positivo come autonomia dell'industria, altri non è che una maschera per occultare inefficienza, metodi analitici e produttivi inefficienti ed errati, che danno luogo a speculazioni e quindi a miseria.
Io mi sono laureato con un paio di anni di ritardo, anche se con un voto abbastanza alto... di solito il selezionatore fa una media tra velocità che hai impiegato, punteggio, tipo di laurea e se si ha di fronte persone competenti anche esami sostrenuti, indirizzo, ecc .. ma ti giuro che in italia siamo quasi alloa sfascio come cultura scientifica... non solo nella chimica !
In realtà io ho lavorato anche in posti abbastanza qualificati, ma non hai idea di quali montagne ho dovuto smuovere.. e poi sempre con contratti a tempo determinato, massimo di 12-14 mesi.. c'è da dire che fino ai primi anni 2000 a laureati in chimica o ingegneria raramente proponevano co.co.pro o simili, dunque ho avuto inizialmente 'fortuna' (ma si fa per dire, visto che passavo spesso periodi intermedi da disoccupato o facendo lavoretti part-time, prima di rifare il chimico).. ma negli ultimi 6-7 anni questo meccanismo sembra finito: anche noi siamo invischiati nel deserto del precariato e della inoccupazione. La situazione sta sempre più peggiorando: è quella tipica della crisi... si preferisce personale meno qualificato a basso costo, oppure si prende il laureato per la gola se questi è disperato.. lo sanno tutti che un neolaureato viole impegnarsi diligentemente... dunque si può sfruttare.
Inoltre usciti anche da masterm dottorati e stage qualificati, praticamente nessuno è disposto ad assumerti per il tuo valore o qualifica, per tre diversi motivi: costeresti troppo; occuperesti/scavalcheresti posizioni già esistenti; spesso le aziende sono obsolete e non hanno proprio da darti il lavoro qualificato !
Coime diceva Bartali: è tutto da rifare.. il sistema di mercato gestito in questa maniera ha creato dei mostri.... si salva solo chi è già consapevole o viene da famiglie che hanno la possibilità di dare vie di fuga ai propri figli... tutti gli altri (la maggioranza) sono lasciati al proprio destino.
Ecco perchè vi conviene non fare amicizia all'università con ragazzi di diversa estrazione sociale: nel momento delle scelte decisive vi ostacoleranno in tutte le maniere...
Questi sono i miei consigli, spero siano stati utili.
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  #23  
Old 06-28-2010, 10:45 AM
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Default Re: LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

Ragazzi, io sono laureato in chimica industriale nel 2002, ho l'abilitazione e per non farmi mancare niente un master internazionale di secondo livello. Oggi ho 34 anni e dopo varie esperienze lavorative in realtà multinazionali come Bunge e Basell , svariati stage e tirocini e un anno di supplenza come insegnante sono disoccupato. Volevo dirvi chi puo scappi (consiglio per la chimica, America E sud America). In ogni caso se qualche d'uno puo darmi delle dritte per lavorare all estero O ha un idea per mettersi in prorpio , io sono disponibile.
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  #24  
Old 07-19-2010, 11:47 PM
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Default Re: LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

Buonanotte cari colleghi chimici dall'alto delle vostre abilità sicuramente più afferrate delle mie! La mia esperienza nel campo è ed è stata a dir poco infernale!!! Laurea in Chimica Industriale (vecchio ordinamento) nel 1999, con purtroppo circa 2 anni e mezzo di ritardo rispetto ai tempi normalmente impiegati (anche se con un voto abbastanza alto), perchè io l'esame di Chimica Fisica 2 proprio non lo sopportavo (e ho dovuto pure cambiare sede, per un solo esame, per laurearmi), poi dopo laurea ed abilitazione tantissimi lavori tempo determinato di cui due di durata significativa (3 e 4 anni) uno nel settore trattamento acque e l'altro nel petrolifero. Dopo una breve parentesi nella scuola, di nuovo disoccupato, a 40 anni suonati sono da 4 mesi a Londra e sto cercando di entrare nell'insegnamento da queste parti. E' molto dura, c'è anche il problema della lingua che per questo lavoro deve essere a livelli alti, del fatto che non riesco più a conciliare il corso che sto facendo (un piccolo ma costoso "master" in Education) con un lavoro, perchè ho provato a lavorare nei ristoranti ma poi non si ha tempo per fare altro, e tutta una serie di amarezze che con l'andare del tempo si sono sedimentate a livello psicologico causando un po' di danni ingenti. Se penso alle tante ore passate sui libri, alla giovinezza non goduta, alla vita vera e indipendente mai cominciata....ora sono pure lontano dal mio Paese, che nonostante i tanti guai amo molto..., in un paese non lontano ma che più diverso dal nostro non si può. Alla mia età i cambiamenti sono duri..., la motivazione non è sempre come quella di un tempo ma devo nuotare per non annegare! Spero di ricevere riscontro da più di qualcuno di voi anche per rompere il muro di solitudine che mi circonda, dovuto anche al fatto che con le persone con cui abito a londra non c'è tanto la possibilità di condividere esperienze, cosa che vorrei fare attraverso questo forum. Un caro saluto dal "vostro" schizochem. ciao.
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  #25  
Old 08-26-2010, 10:26 AM
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Default Re: LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

Ciao a tutti, son nuovo in questo blog. Dunque, volevo chiedervi un consiglio, anche se leggendo i vari post una risposta l'ho già ottenuta! Io sono laureato in archeologia, ho 32 anni ed il mio sogno era quello di fare il conservatore e la diagnostica sui beni culturali. Risultato...quando va bene faccio uno scavo all'anno e mi barcameno tra mille lavoretti. Volevo chiedervi se è fattibile inscriversi a chimica per prendere la triennale, considerando che le mie conoscenze di matematica e fisica sono praticamente nulle. Sono pazzo, lo so, ma al destino voglio ancora dare qualche problema! ciao a tutti e vi ringrazio.
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  #26  
Old 11-02-2010, 09:41 AM
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Default Re: LAUREA IN CHIMICA E LAVORO...INCERTEZZE !

Purtroppo credo che di colpe ce ne siano molte, a cominciare dalle false indicazioni che danno le scuole/professori/ISTAT vari,per carità alcuni magari in buona fede. "Proseguite con la chimica, il 90% degli studenti trova lavoro entro i primi 3 mesi"...mi vien da ridere, veramente. Io ho un diploma di laurea triennale, conquistato con un paio d'anni di ritardo con un voto nemmeno molto alto, sinceramente ho preferito godermi ANCHE la vita da universitario, lavorando e mantenedomi almeno in buona parte. E PER FORTUNA, perchè se c'avessi dato dentro come un pazzo perdendomi anche il divertimento sarei a martellarmi sulle gonadi allegramente ora.
Domanda tipica da colloquio :"ma come mai si è fermato alla triennale?" risposta "perchè non porta alcun tipo di vantaggio, anzi, semmai svantaggi vista la carenza di offerte di lavoro adeguate al titolo di dottore magistrale", tutti si mettono a ridere dandomi ragione...è preoccupante. I miei colleghi che hanno proseguito con la specialistica fanno di tutto : chi rappresentante di qualcosa inerente alla chimica (e cosa non lo è in questo mondo di plastica) tipo cosmetici...5 anni di studio per vendere cosmetici..., chi bottegaio dal panettiere sotto casa, chi impiegato in qualche azienda magari anche chimica, peccato che le mansioni siano di acquisti materie prime..c'è anche chi ha vinto concorsi ed è in ARPA e chi lavoricchia in qualche laboratorio del terziario. Io mi devo ritenere fortunato perchè ho cambiato in circa 3 anni 4 lavori non restando un solo giorno disoccupato..fortuna in parte, impegno costante dall'altra, certo è che nel mondo del "non devi nemmeno cercarlo il lavoro, ti vengono a prendere direttamente a casa!!!!!" è meglio lasciar perdere ogni ulteriore commento. Ho sempre fatto lavori inerenti la chimica (tra questi il tecnico commerciale per adesivi da calzature...della serie, la chimica e il mondo di plastica spiegato qualche riga più su)e ora sono in un laboratorio di analisi chimiche e alimentari, con contratto tra i più infami, ossia commercio, dove nemmeno hai l'indennizzo per usare sostanze cancerogene, teratogene, cazzogene perchè tanto sei equiparato a uno che vende maglioni alla coin, con tutto il rispetto per chi fa quel lavoro. E' abbastanza deprimente inoltre vedere periti chimici che avendo cominciato a lavorare prima di chi ha intrapeso una strada universitaria magari prendono anche più soldi di te...giustamente o non giustamente, sinceramente a me sta sulle palle aver speso soldi per approfondire e specializzarmi in qualcosa che solo fra 15, 20, 30? anni FORSE mi servirà per aver un livello in più di un perito chimico...è vero che l'esperienza conta, ma allora tutti appena usciamo periti andiamo a lavorare, perchè dobbiamo essere così coglioni da spendere 15-20mila euro in 3 anni di unversità per poi prendere addirittura meno di chi manco li ha spesi quei soldi e anzi lavorando c'ha pure guadagnato..controsensi assurdi, l'unico salvataggio morale è la cultura, impagabile si, in tutti i sensi, in questo paese soprattutto. La cosa sarebbe bilanciata dal fatto che se ci fossero più aziende tecnicamente avanzate ci sarebbero anche posti più qualificati di un misero analista chimico altresì detto operatore tecnico.
A parte il frustrante sfogo sulla situazione delle retribuzioni, per fortuna il mio lavoro mi piace, lavoro con dei GC massa, HPLC e quindi sinceramente mi diverto a dar fondo alle mie basi scientifiche, almeno quello..
Per chi legge, pensateci 5 volte a intraprendere il corso in chimica, fate ingegneria, è tutt'altra cosa ma essendo più pratica è la laurea più richiesta in questo paese che per strutture aziendali è parti all'est europa (estremismo di sfogo, concendetemelo). Per chi invece è ostinato a farlo auguro tutta la fortuna del mondo
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  #27  
Old 11-03-2010, 09:53 AM
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tutto vero quello che dici, northz0r..
adesso inoltre sto vedendo che anche da Perito Chimico dopo un po' che hai acquisito sufficienti conoscenze, alla lunga sei insoddisfatto, e ti lamenti col mondo.. peccato pero' che i molti periti non dicano che spesso facevano lavoro da Laureati in chimica perchè il sistema glielo permetteva.. e che se un diplomato a un certo livello ci arriva in 10 anni, a un laureato ne sarebbero occorsi 3...
dai è l'italia delle menzogne e dell'inganno... si ostinano a mantenere corporazioni che invece fanno esattamente il lavoro inverso.
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  #28  
Old 11-03-2010, 10:03 PM
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Ti dirò RobertoM, io sono anche perito chimico, mi dà estremamente fastidio e delirio sentirmi certi periti che mi fanno "eh ma tu prendi più di me che sei arrivato da poco", periti con 3-4 anni di esperienza lavorativa. Ora, a prescindere dal fatto che lavoro da 3 anni ormai, lasciando pure perdere questo, ma TU che non hai speso un cavolo della tua vita per approfondire le superficiali cose che fai all'istituto soprattutto in merito a COME avvengono certe cose e al PERCHE', vieni a rompere le scatole a me che mi son fatto il cosiddetto per tot anni spendendo anche un bel po', perchè prendo 100 euro più di te (tra l'altro su uno stipendio di 1200...) e opero su strumenti che manco sai come sono strutturati?? Questa è la mentalità che gira per i laboratori...il problema è che non hanno tutti i torti, la maggioranza degli annunci è per periti, che poi dopo un po' finiscano col fare lavori da laureato (più che altro dalla mia esperienza capita con posizioni di "ufficio" e non operative, ossia su strumenti tecnicamente avanzati) è molto realistico.
Chiaro che se a parità di esperienza e di spigliatezza un responsabile deve scegliere una persona da portare qualche step più su gerarchicamente sceglierà il laureato, almeno quello ci rimane, ed è una delle poche cose che mi dà speranza. Sono cmq del parere che per recuperare in parte i soldi spesi per l'università, facendo la differenza con una retribuzione che potevo prendere da perito, ci vorranno MOLTI MOLTI MOLTISSIMI anni...resta la cultura e l'orgoglio personale per esserci arrivato, il resto è mutuo e delusione

P.S. : conosco persone (3), che hanno trovato ottimi posti con un po' di fortuna e si portano a casa diverse soddisfazioni, per cui non è tutto nero ovviamente
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  #29  
Old 11-18-2010, 03:41 PM
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Ciao a tutti, mi sono laureata in Emilia nel 1998 in chimica (vecchio ordinamento) con un anno e mezzo di ritardo e un buon voto. Dopo un anno che spedivo curricula perchè allora si faceva così o facevo per 2-3 mesi lavoretti stagionali nel settore alimentare, magari insieme a ragionieri (altro che periti!), ho accettato di fare un colloquio per informatore solo perchè mi offrivano uno stipendio decoroso, un contratto vero... Io volevo una vita normale: una famiglia, casa etc, per questo ho deciso di mettere da parte ambizioni, sogni di laboratori e ricerca e mi sono adattata.
Ora beffa delle beffe, mi ritrovo in mobilità, nel farmaceutico stanno tagliando le reti vendita di almeno il 30%: sono caduta nel baratro...
Ogni giorno penso alle serate passate a studiare chimica fisica, organica di sintesi, stereochimica...alla fatica fatta, a fronte della soddisfazione di apprendere, per poi dimenticare tutto. I sacrifici li ho fatti, ricompense nulle, mi sono adattata ad un lavoro che ho comunque fatto per oltre 10 anni, ed ora, il vuoto.
L'unica cosa che consiglio a chi non si è ancora iscritto è di trovare altre strade, a chi si è laureato di andarsene all'estero, là forse c'è ancora qualche possibilità, quanto meno non c'è solo nepotismo...
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