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#1
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| Ciao a tutti, scusandomi di nuovo per l'ennesima "l'incursione" su questo ng, vorrei chiedere quali solventi sono in grado di sciogliere il plexiglas. Credo di sapere che tale materiale sìa inattaccabile dai comuni solventi come acetone, diluente nitro ecc.; mentre su it.hobby.fai-da-te qualcuno ha detto che è solubile solo in cloroformio. Vorrei gentilmente consigli in merito, dato che vorrei provare ad usare il plexiglas, adeguatamente sciolto con l'opportuno solvente, come vernice trasparente molto resistente. Sempre se la cosa è fattibile, naturalmente. Grazie a tutti per le eventuali e gradite risposte, Ciaociao Alessandro |
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#2
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| yes, personalmente uso plexiglass disciolto in acetone come consolidante per polveri da analizzare sotto forma di compresse. indicativamente 20% in peso in acetone. nei colorifici si trova plexiglass in forma di sferette piu' facile da sciogliere. nome commerciale PARALOID B 72. ciao ps anche piccole tracce di acqua rendono opalescente la soluzione e quindi inutilizzabile. |
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#3
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| andrea ha scritto: fatto bene a dirlo, perché magari uno compra quello del supermercato o del brico, addittivato o annacquato poco o tanto (dipende dall'onestà della ditta) e poi non gli tornano le cose. Potresti anche provare, con piccole quantità, alla ragia sintetica (dicloropropani), o, con più sicurezza sul risultato, il diclorometano. Ho qualche grosso dubbio però che strati sottili di una resina non specificamente formulata per fare il filomgeno, possano essere realmente molto flessibili e resistenti. Il mio dubbio è dovuto al fatto che molti film plastici sono ottenuti per lavorazioni meccaniche (ad es. estruse) che stirano ed allineano le molecole in modo da orientarle a conferire una buona resistenza. Una cristallizzazione spontanea da fase liquida potrebbe portare ad uno strato magari duro ma anche fragile. Te lo dico perché ho provato a fare una cosa con un'altra plastica, il PET, che è notoriamente resistentissimo, molto tenace e flessibile (le bottiglie), e mi è venuta una cosa opaca (già brutto indizio di cristallinità, dato che la roba omogenea ma amorfa è trasparente), dura come pietra e che si rompeva come pietra. Ora è anche possibile che una parte rilevante del calo di prestazioni fosse dovuto a diminuzione del peso molecolare medio (io non ho sciolto la materia, ma l'ho fusa tal quale e colata), ma imho anche una cristallizzazione non voluta può penalizzarti. Nel caso, prova a fare anche qualche blend mixando polimeri diversi in soluzione (bisognerebbe però vedere se hanno una sufficiente compatibilità in fase solida. Per un plexiglas tenterei una poliammide tipo nylon o un poliacrilonitrile, non il PE, PP, PS). Ciao Soviet_Mario |
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#4
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| Ciao Mario, e grazie per la risposta. "Soviet_Mario" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:fqDif.10335$[Only registered users see links. ]... Infatti, pur da "non chimico" quale io sono, ci avevo pensato... In effetti il mio voleva essere un'esperimento ma.... mi hai già smontato :-) A questo punto, forse è meglio se spiego nel dettaglio cosa dovrei fare... dovrei verniciare con del trasparente dell'alluminio lucidato a specchio. Ho già provato con vari tipi di normali bombolette spray ma non sono rimasto soddisfatto del risultato. Esteticamente, andrebbero pure bene... ma la resistenza al graffio/abrasione è scarsissima. Ciò accade anche se uso un "primer", cioè una vernice di fondo "aggrappante", forse dipende dal fatto che l'alluminio è lucidato a specchio. Paradossalmente, perora il miglior risultato in termini di "aggrappaggio" e resistenza al graffio/abrasione, l'ho ottenuto con il comunissimo smalto per unghie trasparente. Considerando però che l'alluminio in questione dovrà stare all'esterno e sopportare intemperie, schizzi di fango, terra, sassolini abrasivi, sole, sbalzi di temperatura ecc, avevo considerato l'ipotesi di un sottile rivestimento plastico. Come al solito, qualunque consiglio è mooolto ben accetto. Grazie1000, CiaociaoAlessandro |
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#5
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| "andrea" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:1133164870.740631.275620@g43g2000cwa.googlegr oups.com... Ciao e grazie per la risposta. In effetti, oggi ho provato a mettere dei piccoli frammenti di plexi a bagno in acetone. Per sciogliere, si scioglie... ma ci sta una vita! E poi, vedi post sotto di Mario, sembra che il plexi non debba essere molto adatto per l'uso come vernice. Comunque, oramai che ho messo il plexi a bagno, una prova la farò senz'altro! Grazie ancora, CiaociaoAlessandro |
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#6
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| Alessandro1958 ha scritto: aspetta, ho solo espresso un dubbio (sulla base di un esperimento pure diverso), che non è come dire che la cosa è destinata sicuramente a fallire ! beh, cmq è una formulazione apposita per ottenere film abbastanza resistenti. Prova a cercare qualcosa sulla fabbricazione dei CD, magari. fin qui può andare qui sostanzialmente è una prestazione quasi inapplicabile con film plastici solubili. Considera l'applicazione di vetrificanti bicomponente, o cmq a indurimento irreversibile (reticolazione), ad esempio col legante base per la vetroresina (che non mi ricordo più se sia poliuretanico o epossidico, ma cmq è discretamente rigido). Cmq la resistenza all'abrasione con materiali duri non è certo l'ambito elettivo delle plastiche. qui se il film è ben trasparente, non dovrebbero esserci problemi a breve termine. ecco, questo è un requisito piuttosto difficile da conciliare con la rigidità e resistenza all'usura. Supponendo che metallo e plastica abbiano coefficienti di dilatazione diversi, un film flessibile, elastico e tenace potrà accompagnare e deformazioni in modo fedele e senza sviluppare tensioni (ma solitamente un film simile non è molto duro), un film notevolmente rigido tenderà lentamente a scollarsi. Naturalmente se i coefficienti di dilatazione sono simili lo sviluppo di tensioni tangenziali all'interfaccia è molto ridotto (il problema è lieve anche se le forze di adesione sono comunque più intense di questi sforzi tangenziali, che sollecitano al taglio l'interfaccia). A parità di altri fattori, un film è tanto più fedele al supporto quanto più è sottile. circa la matrice legante della vetroresina, cmq, non sono sicuro che sia trasparente. Traslucida si, ma non so se in film possa avere trasparenza sufficente al tuo specchio ciao Soviet_Mario |
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#7
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| "Soviet_Mario" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:uEZif.12280$[Only registered users see links. ]... [cut] Ciao Mario, ho letto tutto e, come al solito, la risposta è molto esauriente, ti ringrazio. Visto che hai parlato di materiali epossidici, ti sottopongo un'altra idea balzana che mi è venuta in mente. Hai presente la normalissima colla epossidica bicomponente reperibile in ferramenta? Ammesso che esista un solvente in grado di renderla liquida (intendo ovviamente prima dell'indurimento) in modo da renderla usabile come vernice, potrebbe essere una strada percorribile? Ciaociao Alessandro |
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#8
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| Alessandro1958 ha scritto: si, anche se non l'ho mai usata in pratica, penso quella con un dispenser fatto da una doppia siringa di plastica con scarico confluente. sicuramente i due prepolimeri separatamente sono solubili in molti solventi. Non so però se e quanto la loro diluizione in solventi esterni possa poi compromettere il consolidamento. A parte questo, come li mescoleresti ? Ne stendi a pennello strati alterni ? Ne mescoli una tazzina alla volta e la stendi in fretta e furia ? Non so se funga. Il "collante" per fare la vetroresina è adatto a essere steso a pennello. In entrambi i casi, non so quanto trasparenti vengano i film. non so dirti. Se val la pena, prova a fare qualche tentativo (N.B. usa due pennelli, che diverranno presumibilmente inutilizzabili dopo breve tempo se usi la bicomponente). Come solvente, proverei a usare il toluene (nel diluente nitro). ciao Soviet_Mario |
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#9
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| "Alessandro1958" <alegoriJKZXYW@tin.it> ha scritto nel messaggio news:dmdcaq$2gh$1@area.cu.mi.it... Uh! Ma ti becco ovunque! Tu sei il mio concittadino degli indovinelli! Ciaux! Giuss |
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#10
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| Tags |
| plexiglas , solventi |
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