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#1
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| Scusate se il mio post non sarà molto tecnico, ma non sono un chimico ma un elettronico... In particolare, in un laboratorio dove lavoro usiamo un photoresist per la realizzazione di circuiti stampati. Per togliere le tracce di tale resist ho sempre usato l'acetone con ottimi risultati. Essendo rimasto senza, sono andato da un ferramenta vicino casa il quale,anche lui sprovvisto, mi voleva vendere del diluente nitro. Non sapendo se faceva al caso mio, non l'ho comperato; tornato in laboratorio, mi sono fatto un giretto su internet per farmi una cultura empirica sui vari tipi di solventi. In particolare ho scoperto che il diluente nitro è una miscela di solventi di vario tipo (alcoli, chetoni, clorurati, idrocarburi ecc.) ottenuta come scarto di lavorazione, per cui la vera composizione di tale prodotto è in realtà variabile. Ma considerando la diversa tossicità e in generale le diverse caratteristiche delle sostanze contenute, non è un po' rischioso usare qualcosa che non sappiamo neppure esattamente cosa contenga? C'è una normativa che ci garantisca che magari non ci mettano dentro del sostanze ancora più tossiche tanto per liberarsene? Saluti Riccardo |
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#2
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| Riccardo wrote: su questo, che credo sia il dubbio principale, non so risponderti in quanto ignoro la natura della pellicola da sciogliere e rimuovere. E' specie di una vernice ? (Se si, che diluente usate se per caso si secca ?) Però devono indicarla almeno qualitativamente, se non nelle proprozioni, nell'etichetta. Il diluente nitro che trovo normalmente in commercio da queste parti porta spesso la dicitura contiene TOLUENE > 90 % (il che lo rende un solvente certo non più tossico di altri smacchiatori alogenati, tipo trielina o "percloruro", o della "acqua ragia di sintesi" che di solito sono dicloropropani) eh si, quello sempre. Però è strano e secondo me legalmente irregolare che non siano indicate almeno a livello qualitativo le sostanze contenute. qui spero che ti legga Mauro Baudino, che di legislazione è super ferrato. imho, se l'acetone scioglie, il diluente al toluene dovrebbe farcela pure lui, ma non è detto che sia comunque ideale. Il buono dell'acetone è che poi lo sciacqui via con acqua senza alcun problema, o cmq evapora in modo quantitativo, negli altri casi se poi vuoi fare un'erosione chimica, magari, devi seccare la piastra in stufa altrimenti le tracce di solventi idrofobi non la rendono bagnabile in modo omogeneo. Ciao |
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#3
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| Riccardo <[Only registered users see links. ]> wrote in message [Only registered users see links. ]... la normativa sul commercio di sostanze e preparati pericolosi (D.Lgs 65/03) è chiara, ciò che entra in commercio deve essere etichettato in base alla composizione del prodotto (quindi pittogramma di pericolo, frasi R ed S, ecc); l'etichettatura prevede anche un'indicazione della composizione e tale etichettatura cambierebbe nel caso di una composizione variabile quindi ritengo molto improbabili variazioni di composizione superiori ad un paio di punti percentuali. Jonathan |
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#4
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| Grazie delle risposte! Riccardo |
| Tags |
| altri , diluente , lunghetto , nitro , solventi |
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