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| NUOVE TERAPIE (Versione completa e riassuntiva): TRAPIANTO TESSUTI ED ORGANI NON COMPATIBILI: Inserire sotto la cute dei piccoli frammenti dei tessuti di cui è composto l'organo non compatibile da trapiantare, attendere che si verifichi il rigetto e che i frammenti vengano completamente distrutti, e dopo un certo periodo di tempo ripetere l'operazione; Ripetere più volte tale procedimento fino ad ottenere la desensibilizzazione che renderà il paziente capace di tollerare i tessuti, e quindi anche l'organo, senza reagirvi. CURA CONTRO CANCRO, LEUCEMIE, CASTLEMAN, ARTERIOSCLEROSI: Prelevare mediante biopsia un frammento di tessuto tumorale del paziente, coltivarlo in vitro, prelevare un certo volume di sangue dal paziente, separare da esso tutti i leucociti e introdurre solo questi nel recipiente contentente il tessuto canceroso; Lo scopo è esporre per lungo tempo i linfociti t-helper al solo contatto con cellule cancerose, per poi separarli dalle cellule tumorali e reintrodurli nel paziente. Il procedimento può essere ripetuto più volte, si può continuare con regolarità a prelevare sangue e reintrodurre i linfociti nel paziente, senza interrompere le altre terapie. Possono essere utilizzati nel procedimento, invece delle cellule cancerose, le sostanze di cui sono composte le placche arteriosclerotiche. CURA CONTRO TUTTE LE MALATTIE AUTOIMMUNI: Si preleva un certo volume di sangue del malato e si tengono in vita ed in attività le cellule del sistema immunitario (i linfociti); Questi linfociti, trovandosi fuori dall'organismo e quindi lontano dalle cellule o dai neurotrasmettitori interessati dalle patologie autoimmuni, non potrebbero più incontrare l'antigene HLA (estraneo all'organismo) posseduto da tali cellule o i neurotrasmettitori che sono causa della risposta immunitaria; Passato un certo periodo di tempo questi linfociti saranno pronti, una volta reintrodotti nell'organismo del paziente a innescare i meccanismi autoregolatori di soppressione che interrompono la risposta immunitaria, una delle fasi necessarie nel trattamento di desensibilizzazione per le allergie per ottenere una progressiva desensibilizzazione. ALTRE MALATTIE AUTOIMMUNI: Sono state fornite le ipotesi e argomentazioni (qui omesse) sostenenti che le seguenti patologie sono tutte malattie autoimmuni e possono essere curate col trattamento di desensibilizzazione in vitro (su descritto): Il morbo di Parkinson, la còrea di Huntington, la narcolessia, l'Autismo, la Schizofrenia, la sindrome da fatica cronica, alcuni casi di depressione endogena, le sclerosi, le distrofie, la leucodistrofia. MALATTIE DA PRIONI: Delle nuove ipotesi spiegano che le seguenti patologie sono causate da un'enzima prodotto da alcuni batteri della flora intestinale: Morbo di Alzheimer, malattie da prioni (morbo di Creutzfeldt-Jakob, BSE, kuru, sindrome di Gerstmann-Sträussler-Scheinker, insonnia familiare fatale). Quindi nei pazienti affetti da tali patologie occorre, nei casi urgenti eliminare con antibiotici tutta la flora intestinale; Inoltre occorre isolare il batterio che produce l'enzima per poi trovare un'antibiotico in grado di eliminarlo dall'organismo. APPARECCHIO FILTRA VIRUS: L'apparecchio filtravirus, simile all'emodializzatore, permette, con due filtri tubolari oppure due centrifughe, di rimuovere dal sangue solo il tipo di cellule o virus desiderati. Può essere impiegato per malati di Aids, per qualsiasi infezione virale, per setticemie causate da batteri resistenti agli antibiotici, per la leucemia. Funzionamento dell'apparecchio: La prima centrifuga separa tutti i corpi più densi, la seconda, tutti i corpi meno densi di quelli che si vuole rimuovere, lo stesso discorso è fatto con i filtri: Il primo filtro separa tutti i corpi più grandi, il secondo filtro, tutti i corpi più piccoli dei virus. MORBO DI BURGER: Una nuova ipotesi spiega che il morbo di Burger sarebbe causato dalla continua ed eccessiva secrezione da parte dell'organismo di sostanze ad azione vaso-costrittive. Occorre una terapia farmacologica: Un farmaco ad azione vaso-dilatatore per annullare la costrizione operata dall'organismo del paziente; Poi occorre diminuire gradatamente la dose del farmaco ad azione vasodilatatore in modo da dare il tempo all'organismo di diminuire gradatamente la secrezione di sostanze ad azione vaso-costrittive, questo nel caso che il paziente sia un fumatore. AUMENTO CALIBRO CAVITA' RISTRETTE: Se l'ostruzione è causata da cicatrici o escrescenze queste vanno rimosse chirurgicamente, se invece l'ostruzione è dovuta alla riduzione del calibro della cavità occorre un'intervento chirurgico per dilatarla, se necessario anche con una protesi temporanea, un piccolo anello di opportuna forma che dilatando i tessuti dovrebbe col tempo dilatare la cavità. CURA PER TUTTE LE MALATTIE GENETICHE, IL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DI SELEZIONE ARTIFICIALE CELLULARE: Esponendo prima i t-helper a frammenti di tessuto coltivati in vitro, poi a cellule del midollo o dei linfonodi in vitro, si otterranno anticorpi che, isolati e sintetizzati permetteranno di selezionare cellule del tessuto sempre più simili a quelle sane, distruggendo i gruppi di cellule, caratterizzati da specifici antigeni, aventi sequenze di nucleotidi più diverse da quelle di cellule sane. Prelevare un certo volume di sangue dal paziente, separare da questo i linfociti t-helper e introdurli in un recipiente contentente i tessuti colpiti dalla patologia (ottenuti coltivando in vitro frammenti di tessuto prelevati mediante biopsia) con lo scopo di esporre per lungo tempo tali linfociti al solo contatto con le cellule di tal tessuto. Una sonda (telecamera + pinzetta + vano contenitore) puo operare numerose e piccolissime biopsie sul varie parti del tessuto interessato dalla patologia di origine genetica; Un semplice sottilissimo cilindro chiuso solo ad una sua estremità e l'altra tagliente può adempiere egregiamente alle funzioni di pinzetta e vano contenitore. Durante tutto il tempo che i linfociti t-helper rimarranno nel recipiente insieme alle cellule dei tessuti colpiti dalla patologia, questi linfociti potranno rilevare solo gli antigeni posseduti da tali cellule. Ipotesi: Ogni linfocita t-helper tiene in memoria tutti i tipi di antigeni incontrati ed per ognuno il numero di volte che è stato incontrato e in base a queste informazioni verranno fabbricati un determinato numero di linfociti B e linfociti T-killer con determinate caratteristiche. Ipotesi: Qualsiasi sostanza se in quantità eccessiva può risultare dannosa per l'organismo, quindi è probabile che l'organismo abbia la capacita di sviluppare una lieve risposta immunitaria contro una qualsiasi sostanza che improvvisamente compare in quantità eccessiva nell'organismo. Dopo un certo periodo di tempo separare i linfociti dal recipiente contentente i tessuti colpiti dalla patologia e introdurli nel recipiente contenente il tessuto del midollo osseo o dei linfonodi (ottenuti coltivando in vitro frammenti di tessuto prelevati mediante biopsia). I linfociti T-Helper dovrebbero stimolare il tessuto del midollo osseo o dei linfonodi a fabbricare linfociti T-Killer e linfociti B che producono anticorpi contro tutte le cellule del tessuto colpito dalla patologia. Secondo una teoria (qui omessa), gli anticorpi prodotti dovrebbero essere di più tipi ognuno dei quali in grado di legarsi solo agli antigeni posseduti da un gruppo di cellule di un determinato tessuto caratterizzato da antigene specifico. E' possibile con le attuali tecniche a disposizione isolare, determinare la sequenza di amminoacidi, sintetizzare ognuno di questi anticorpi ed eventualmente le relative proteine plasmatiche del sistema del complemento, oppure è possibile indurre con sostanze cancerogene o radiazioni il cancro nel tessuto del midollo o dei linfonodi in vitro, con lo scopo di ottenere grandi quantità di anticorpi o linfociti T-killer che distruggono solo il gruppo di cellule desiderate di un determinato tessuto. Conoscendo le sequenze di nucleotidi dei geni di una cellula sana e confrontandole con le sequenze di nucleotidi dei geni dei vari gruppi di cellule di un determinato tessuto affetto da qualsiasi anomalia, è possibile determinare quali sono i gruppi di cellule dotate di geni che codificano per il difetto genetico causa della patologia, formati da sequenze di nucleotidi più differenti da quelle dei geni posseduti dalle cellule di un'individuo sano; Secondo una teoria (qui omessa) tali gruppi di cellule avrebbero antigeni che li contraddistinguono. Diviene così possibile scegliere l'anticorpo che distrugge solo le cellule aventi geni formati da una sequenza di nucleotidi più differente da quella dei geni posseduti dalle cellule di un'individuo sano. E possibile con la leucaferesi ottenere cellule staminali dal paziente, e aggiungerle nei tessuti in vitro per prolungare la durata della coltura. E possibile eseguire tutto il procedimento di selezione artificiale cellulare in vitro sino ad ottenere che il tessuto in vitro diventi un tessuto sano in modo da determinare l'ordine e quali anticorpi (ed eventualmente proteine plasmatiche del sistema del complemento) verranno poi usati nella terapia. NOTA: Determinare se la proteina del complemento e gia presente nel sangue o va fabbricata dal sistema immunitario apposta. NOTA: I linfociti non helper durano poco tempo e distruggono le cellule in questione senza stimolare una reazione immunitaria, lo stesso gli anticorpi. RIGENERAZIONE TESSUTI CEREBRALI E CARDIACI: Occorre sintetizzare le due proteine (nell'HIV sono le gp120 e le gp41) con cui i virus che causano encefaliti si legano ai neuroni. Somministrate insieme inducono nel neurone la cessazione delle altre attività, ma non lo danneggiano. Quando il neurone porta a termine le operazioni di trascinamento dell'acido nucleico dal virus inesistente nella cellula, si dovrebbe attivare il processo di riproduzione cellulare in mancanza di pressione sulla membrana, che era esercitata dal neurone adiacente andato distrutto. Si replica non il neurone ma la cellula della nevroglia su cui si poggia, la quale genererà successivamente un nuovo neurone. Non appena la fase di riproduzione viene terminata, tali cellule dovrebbero riprendere subito l'attivita neuronale, prioritaria sull'attività di riproduzione cellulare in mancanza di pressione esercitata dalla cellula adiacente. Quindi la cellula si replica una sola volta, ma il procedimento puo essere ripetuto, con successive somministrazioni. Per far riprodurre le cellule cardiache di un paziente che ha subito un'infarto e far regredire il tessuto connettivo occorre sintetizzare e poi somministrare le due proteine con cui i virus che infettano le cellule del tessuto cardiaco si legano a tali cellule. PROCEDIMENTO PER OTTENERE L'IMMORTALITA': Tecnica che permette di ringiovanire e raddoppiare la durata della vita di un soggetto anche se in eta avanzata, usando le sue stesse cellule; Tal procedimento può essere ripetuto illimitatamente. Una cellula del tessuto del testicolo inietta alcuni filamenti di acido nucleico nello spermatocito tra cui uno che azzera il "valore dell'età dell'organismo" memorizzato in quella cellula. Con gli attuali mezzi a disposizione è possibile isolare tal filamento e, se è di DNA, replicarlo con la PCR per poi iniettarlo nelle cellule del midollo o in altre cellule dell'organismo. Se si tratta di un filamento di RNA è possibile modificare il procedimento della PCR affichè possa produrre un gran numero di copie di tal filamento: Nella PCR invece di usare DNA si utilizza l'RNA; Nella fase "annealing" il primer si lega al filamento di RNA; Nella fase "polimerizzazione", la trascrittasi inversa ricostruirebbe il filamento di DNA corrispondente, aggiungendo i nucleotidi complementari. Poi la fase "denaturazione" indurrà la separazione dei due filamenti complementari DNA e mRNA. Nelle successive seconda e terza fase, con l'enzima polimerasi, il filamento di DNA verrebbe completato. E nei successivi cicli, verrebbe replicato piu volte. Ottenuto il filamento di DNA sarà possibile ottenere da questo, un gran numero di filamenti di RNA complementari: Nella fase di denaturazione, la molecola di DNA viene riscaldata e scissa nei due filamenti complementari. Nella fase di annealing brevi sequenze di RNA sintetizzate chimicamente (primers), vengono aggiunte nella provetta di reazione, e, a una determinata temperatura, si legano in punti specifici di ciascun filamento di DNA. Nella fase di polimerizzazione, l'enzima RNA polimerasi catalizza il legame dei primers con nucleotidi liberi; ciò avvia la progressiva formazione di un nuovo filamento di RNA complementare a quello del DNA. Completata la sintesi del filamento di RNA, questo dovrebbe distaccarsi da quello di DNA nella fase di denaturazione. I nucleotidi da utilizzare sono quelli di cui sono composte le molecole di RNA. PROCEDIMENTO PER OTTENERE NUOVE RISORSE ALIMENTARI: E' possibile utilizzare la tecnica della "selezione artificiale", per alcuni organismi unicellulari (protozoi, alghe unicellulari, ecc..) per far si che siano costituiti da proteine commestibili e non tossiche, oppure per ottenere batteri che producano la maggior parte delle proteine commestibili per l'uomo contenute nei cibi animali e vegetali. Tali microrganismi, coltivati dalle popolazioni che soffrono la fame verrebbero utilizzati per uso alimentare, come gia avviene con il lievito, cotti (quindi sterilizzati) e successivamente essiccati formerebbero una sorta di farina, oppure coltivati per estrarne proteine alimentari da loro secrete. 1 Fase: Si fanno riprodurre i batteri oppure gli organismi unicellulari (protozoi, alghe unicellulari, ecc..) in grandi contenintori per averne in gran numero. Nonostante tali microrganismi secernano o siano formati tutti dalle stesse proteine, tali cellule possedrebbero geni che, nonostante codificano tutti per le stesse proteine, non sarebbero tutti identici tra loro ma vi sarebbero lievi differenze nella sequenza di nucleotidi: A ogni tripletta corrisponde un amminoacido. Poiché gli amminoacidi sono venti, e le possibili triplette sono 64, ne deriva che diverse triplette devono corrispondere a uno stesso amminoacido. Tali differenze nella sequenza di nucleotidi sarebbero maggiori sè il numero di cellule in questione è molto grande e minori o nulle in caso contrario. 2 Fase: Si prelevano a caso, dalla coltura alcune cellule, ognuna delle quali verrà fatta proliferare in un piccolo recipiente isolato. Da ogn'uno di tali recipienti vengono prelevati cellule da analizzare. Conoscendo la sequenza di nucleotidi dei geni posseduti da una cellula animale o vegetale formata da proteine commestibili e confrontandola con le sequenze di nucleotidi dei geni posseduti da ognuna delle cellule selezionate dalla coltura, è possibile determinare in quale recipiente si trovano le cellule dotate di geni formati da una sequenza di nucleotidi più simile a quella che sarebbe necessaria per fargli produrre o secernere la proteina alimentare utile. 3. Fase: Si eliminano dai grandi contenintori i microrganismi precedenti e si fanno riprodurre dentro questi, quelli nel recipiente in cui si trovano le cellule aventi geni formati da una sequenza di nucleotidi più simile a quella che si vuole ottenere. Si ripete il ciclo dall'inizio. |
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#2
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| sei il migliore!!!! hai mai provato con zelig?!?!...e con la stricnina?!?! |
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| "Nr. Magoo" Se solo si riuscisse a farlo tornare nella lampada! -- Do. Or do not. There is no try. |
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| "Forzapanino" ha scritto Si potrebbe provare a diluirlo con l'acido. saluti, Peltio che ci tiene a dire: bambini all'ascolto, non fate queste cose a casa. (diluire gli ex-180 con l'acido, voglio dire) |
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#6
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| Tizio wrote: Ciao Tizio, resto in attesa di dettagli sulla tua formazione scientifica e sperimentale. saluti Defraz fiducioso |
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#7
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| A chi scrive qui con la "i" accentata non bisognerebbe nemmeno rispondere. Ciao |
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#8
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| "Giuseppe Pipino" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:Xpj2b.263247 testualmente: Forse quell'idiota e' a conoscenza del fatto che, nonostante la calotta del polo nord sia imponebte, la stragrande maggioranza dei ghiacci si trova al di sopra di terre emerse, pertanto la sua fusoine porterebbe ad una grosso incremento della massa idrica presente negli oceani. andrea |
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#9
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| Giuseppe Pipino wrote: Traduzione (che se no magari non capisce): Gentile sig. Tizio, visto che qui siamo un ammasso di ignoranti e' inutile che Lei sprechi il suo prezioso tempo con noi. Per salvare il mondo e' sicuramente altrove che deve rivolgersi, quindi, faccia un favore, si tolga dalle balle grasse risate, direi, come pure il suo collega/fake G.P. Vanoli morbo di basedow, dice? mmm... questo spiegherebbe un paio di cose... facciamo una bella filtrata alla tiroide, suvvia che ci vuole! Vedi ad esempio l'assurdo filtriamo pure un poco di calotte polari, gia' che stiamo, che quelle tornano subito belle e splendenti cone nell'ultima glaciazione! (ma che c'entra lo scioglimento die ghiacciai con tizio?) Ladybat acida stamattina -- stagione delle piogge: i miei capelli di nuovo intorno al pallido viso |
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#10
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| Salve, Giuseppe Pipino. In data Mon, 25 Aug 2003 08:04:07 GMT hai scritto: Caro Giuseppe, la Scienza con la "S" maiuscola vuol dire sì modelli, teorie, ipotesi, ma significa anche "verifica sperimentale". Prima di sparare altre cazzate, ti invito ad effettuare personalmente il seguente, semplice esperimento che ti fornirà la prova empirica del comportamento di un sistema misto di acqua allo stato liquido e solido. Occorrente: Un bicchiere capiente - dell'acqua a temperatura ambiente - un cubetto di ghiaccio - un pennarello indelebile. Svolgimento: riempire il bicchiere per circa 2/3 di acqua; lasciare scivolare il cubetto di ghiaccio nell'acqua; segnare con il pennarello indelebile sulla superficie esterna del bicchiere il livello dell'acqua. End-point: dopo adeguato intervallo di tempo, verificato il completo scioglimento del cubetto di ghiaccio, controllare se il livello dell'acqua a) è salito b) è rimasto invariato c) si è abbassato. In base al risultato, elaborare un nuovo intervento sul newsgroup... -- ___ /\/\/\/ _/ - Doctor Diabolicus / / /_ \/\/\/\__/ - [Only registered users see links. ] |
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