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#31
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| On 28 Mag, 14:58, [Only registered users see links. ] (ErbaVoglio) wrote: No. Qualità e mutamenti esitono e li puoi cogliere, ma rimangono una valutazione personale, soggettiva o cmq ristretta a un gruppo. Che un muratore analfabeta abbia una qualità di pensiero inferiore o peggiore a quella di un colto, intellettuale, è un giudizio del tutto relativo... fino a prova contraria. Per esempio: il pensiero buddhista, benche abbia sviluppato quello che noi potremmo giudicare un pensiero molto profondo e raffinato, tuttavia riterrebbe l'"intellettualità" di un occidentale una forma inferiore e limitante, rispetto per esempio a forme piu primitive (*). fuzzy (*) vedi per es. M.Eliade "il sacro e il profano" |
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#32
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| fuzzy ha scritto: E allora, visto che l'alfabeto italiano è obsoleto, per te sarà obsoleta pure la lingua. Illuminaci, e mostraci quale è l'idioma a te più consono. Primo: non mi pare che siano cambiate le regole grammaticali. Secondo: il tuo discorso fa rabbrividire...Ai giovani di estrma destra piace andare a spaccare la testa a quelli di sinistra. Facciamocene una ragione, prchè non ci si può fare nulla. Ma che cavolate dici? Ma rifletti prima di dare alle tue dita l'ordine di scrivere? Terzo: se il mondo attuale, anzi i "giovani" come li chiami tu, vogliono sfasciare la lingua del mio paese, permettimi di dissentire e di esprimere ad alta voce il mio dissenso. E permettimi pure di dire che non tutti i giovani sono soliti usare il "ke"; io non l'ho mai usato, e non credo di essere vecchia, così come la maggior parte dei miei colleghi d'università o dei miei amici. Il "ke", caro mio, lo usano gli ignoranti, quelli che ritengono che sia uno spreco di tempo usare il "ch" o scrivere "comunque" per esteso. A questi "giovani" chiedo per quale motivo risparmiare tempo, per andarsi a fregare il cervello guardando programmi indegni alla televisione o per andare a drogarsi in qualche discoteca o per andare a partecipare a qualche spedizione punitiva nei confronti di chi la pensa diversamente? Quarto: chiedo venia al Newsgroup per il tono "leggermente" polemico. Lois |
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#33
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| On 28 Mag, 21:43, Lois <[Only registered users see links. ]> wrote: be' la latina sicuramente. Piu che obsoleta è morta. Il tuo orto- italiano quasi. quello in uso, e i dialetti o le varianti locali. I dialetti sono piu ricchi dell'italiano. Dante infatti utilizzo un dialetto volgare (il toscano di allora) per la sua opera maggiore. Pasolini anche usava dialetti. le hai tirate tu in ballo, io parlavo di grafia e fonetica. Cosa c'entri il funzionamento di una lingua storica con gli scontri tra studenti di destra e di sinistra lo sai solo tu. Se la tua riflessione prima di dare ordine alle tue dita si conchiude mischiando pere con patate, probabilmente si è dimenticata di dare ordine al cervello, per cui deve essere partita dai piedi. L'evoluzione di una lingua non è controllabile, e non è affatto dannosa, anzi se oggi puoi lodare l'italiano è perche ha soppiantato il latino. L'italiano prima di diventare lingua nazionale e usata dagli intellettuali era una lingua parlata dagli ignoranti, i popolani, gli indotti, il volgo, da qui lingua volgare. ripeto: fai pure. Significa solo che 1) non sai come funzionano le lingue, e non sai nulla di linguistica, a parte la definizione di fonetica che hai letto su wikipedia 2) dimentichi che l'italiano nasce dallo sfascio del latino, e agli inizi era tutt'altro che uniforme. Un'accozzaglia di dialetti e usi diversissimi, grammatica competamente trasformata. Roba da farti venire un colpo secco (visto come reagisci per un cambio grafico). :-) Anke il volgare lo usavano gli ignoranti (ma non solo), oggi lo usi tu. "se vuole studiare bene le parole e le frasi dei grandi testi letterari, la linguistica deve studiare anche parole e frasi della gente comune, degli illetterati, e vili meccanici" T.De Mauro. "Per il linguista sono egualmente importanti sia il piu umile graffito o la piu banale esclamazione sia un vasto splendido poema" G.Devoto. fuzzy |
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#34
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| Il 28 Mag 2008, 21:40, fuzzy <[Only registered users see links. ]> ha scritto: Certo, e sicuramente è più politicamente corretto sostenere che non esiste nessuna differenza. Però vorrei ricordare che il mantenere le persone nell'ignoranza è sempre stato funzionale anche al loro controllo, e questo forse è significativo. E non è, mi pare, solo questione di accesso alle informazioni, è anche e soprattutto la capacità di collocarle in un contesto, di "decifrarle" ecc: in questo senso mi pare che l'apparente democraticità di internet fornisca una buona prova. Quindi quando parlo di qualità del pensiero non ne farei una questione di merito ma strumentale. E d'altra parte non mi pare di dire nulla di sconvolgente o originale, che gli obiettivi dell'istruzione siano non soltanto l'acquisizione di nozioni ma anche e soprattutto di metodo lo trovi in qualunque programma scolastico, dalla scuola primaria in su. Pur non conscendo il pensiero buddhista se non grossolanamente non ho motivo di dubitarne. Ma l'ambito di realtà che il pensiero si trova a dover decifrare è, naturalmente, ampio e diversificato e sicuramente culturalmente e socialmente delimitato. Ed anche dentro allo stesso contesto culturale, gli apporcci possono essere diversi, di tipo scientifico, sociologico, tecnologico, economico ecc ecc. E proprio per questo un'elasticità di pensiero che ti permetta di inserire informazioni non strettamente inerenti al tuo ambito è, per come la vedo io, un vantaggio. -------------------------------- Inviato via [Only registered users see links. ] |
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| Il 29 Mag 2008, 08:37, fuzzy <fharlok@yahoo.it> ha scritto: ...pensavo che qui tutti stessimo esponendo propri ragionamenti, punti di vista ecc... Io questo non l'ho messo in discussione. Lo so che il topic è partito dall'ortodossia ortografica, ma mi sembrava che non prendevo quella (o la sua assenza) come parametro (soggettivo:P) della qualità del pensiero. Per quanto non sono nemmeno sicura che non sarebbe possibile, ma con strumenti e conoscenze che non posseggo. Voglio dire che sarebbe interessante cercare delle correlazioni tra l'uso di una certa ortografia e, che so, livello di scolarità, tipo di studi, età ecc. Magari verrebbe dimostrato che non esiste nessuna correlazione significativa, non dico di no, ma anche questo fornirebbe qualcosa su cui ragionare, non credi? Giusto. Ora a me verrebbe da fare un parallelo con l'evoluzione in campo biologico; ho però bisogno di danilo che mi suggerisca l'esempio adatto per spiegare questo (ipoteticissimo) parallelo: dammi un po' di tempo -------------------------------- Inviato via [Only registered users see links. ] |
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#36
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| On 29 Mag, 09:33, [Only registered users see links. ] (ErbaVoglio) wrote: Io mi porrei allora un altro problema. Come mai non esistono studi del genere? Almeno io non ne conosco e non ne ho mai sentito parlare, e quello che hai postato tu non affronta il problema della qualità di pensiero, ...dunque? cmq, e concludo, molto spesso i fenomeni linguistici legati alla gioventu, sono del tutto transitori. I gerghi giovanili ci sono sempre stati, ma per es. quello dei "paninari" che usavo anch'io, è del tutto scomparso. Sulla grafia invece credo che non sarà cosi transitorio e che verrà recepito - e lo è in parte già adesso - anche a livello "maturo". Ci sono anche varianti lessicali recenti che nascono in ambienti meno giovani e anche "colti" (tipo la locuzione "... e quant'altro" ormai infilata ovunque). Al contrario c'e' anche chi ripropone termini in disuso nel linguaggio quotidiano (tipo "ancorché"). La lingua è bella anche per la sua parte variabile, creativa (la "parole" saussurriana). Ma che adesso l'uso di "ke" di "nn" di "cmq" di "xché" debba indicare ignoranza e degrado, mi sembra oltreche indimostrato, anche bigotto. fuzzy |
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#37
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| Questo è vero, ma a me sembra che questo fenomeno linguistico giovanile abbia delle caratteristiche insolite, date dallo strumento usato. La comunicazione telematica con persone che non hai mai visto in faccia e con un mezzo (la chat) che di suo richiede anche una velocità ed una capacità di sintesi inusuali, a me sembra un fenomeno nuovo in campo linguistico (oltre che sociologico), no? Quindi magari qualcosa stanno cominciando a produrre, anzi a dire il vero un paio di cose sulle chat ed i blog le ho anche viste ma erano così avvilenti che le ho rimosse. Se ti interessa però posso recuperarle, credo. Anche a me, ed infatti non è quello che ipotizzavo come possibilità. -------------------------------- Inviato via [Only registered users see links. ] |
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| fuzzy ha scritto: A me non pare che l'italiano sia una lingua quasi morta. Certo, i dialetti sono molto più ricchi, e per questo io sarei a favore della loro conservazione. Ma tu non parli, anzi scrivi, in dialetto. Tu parli in un italiano scorretto e sgrammaticato. Sono strettamente legate. Rileggi la tua frase. "Le regole cambiano, i giovani usano scrivere "ke". Fattene una ragione, perche non puoi farci niente." Al paese mio, questa frase sa tanto di "la gente fa quel che vuole. Fattene una ragione." I miei piedi sono molto felici di trarre conclusioni da frasi che non si può nemmeno lontanamente dire siano scritte con i piedi...sarebbe un complimento affermare una simile cosa. Accidenti. In 13 anni di scuole, 5 dei quali trascorsi al liceo classico, "qualche" anno d'università (vabbè che faccio fisica...) e un'intera vita passata accanto a linguisti, letterati e affini, non l'avevo mai sentita questa storia dell'italiano volgare. Grazie mille per avermi aperto la mente. Ma credi davvero che le cose le sappia solo tu? Non tutto si controlla sulla rete; esistono i dizionari, sai? O citi frasi di persone che non sai nemmeno cosa facciano nella vita? Io non reagisco in maniera spropositata per un cambio grafico. Reagisco in maniera forse spropositata, ma del tutto legittima, di fronte alla totale povertà lessicale e culturale che impera da un pò di tempo a questa parte. Ora, siccome tutti scrivono "questa cosa cellò pure io" dobbiamo far finta di non vedere l'errore? Spiacente, ma non ci sto proprio; dove sta scritto che dobbiamo uniformarci alla massa di ignoranti che continuamente opera lo sfacelo della nostra lingua? Il contesto storico-culturale cui fai riferimento non è nemmeno per sogno paragonabile a quello attuale. Ergo, le tue riflessioni sono prive di significato. Chissa' chi sono costoro... Lois |
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#40
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| On 29 Mag, 23:40, Lois <[Only registered users see links. ]> wrote: ROTFL!!! ma in caxxo di paese vivi? :-) Vedo... dev'essere un virus che è partito dal paese tuo. Al tuo paese basta sparare giudizi a casaccio senza uno straccio di giustificazione, perche siano veri? Una cosa è certa al tuo paese ti hanno raccontato una balla. Se io scrivo "nn sai xché, ma sai kosa..." - perche' è di questo che stiamo parlando-, sia la grammatica, sia la logica, sia il senso, sia la pronunica non cambiano di una virgola rispetto alla forma estesa classica. l'unica cosa che cambia è lo stile grafico. Quindi, o mi dimostri il contrario, oppure faresti meglio e a parlare coi tuoi paesani di cose che conosci. fuzzy |
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