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#11
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| > non so per medicina per veterinaria contava :-P afajr a Genova contava il 10% a medicina e il 30% ad odontoiatria. Qualcosa come una decina di anni fa... |
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#12
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| Il 09 Gen 2008, 08:50, fuzzy <[Only registered users see links. ]> ha scritto: termini Beh, è una definizione discutibile. La persecuzione è in ogni caso sbagliata, ma non necessariamente lo è la discriminazione, nè costituisce necessariamente razzismo. Per come la vedo io, razzismo si ha quando le discriminazioni vengono messe in atto contro gruppi di cui _si assume a priori_ un'inferiorità a qualche livello. Cioè nei confronti di gruppi di cui si inferisce una caratteristica negativa dalla caratteristica ininfluente che invece caratterizza il gruppo. Per essere più chiaro, sarebbe razzista proibire gli studi alle donne in base all'assunto che, essendo donne, sono stupide, mentre non sarebbe razzista separare maschi e femmine nelle gare sportive in base al _fatto_ (e non all'inferenza) che la massa muscolare nei maschi è maggiore che nelle femmine. (Sì, lo so che una femmina può essere più forte di un maschio. Ma il maschio migliore in una disciplina è più forte della migliore delle femmine). Secondo la tua definizione ogni discriminazione o esclusione verso gruppi di persone identificabili è razzismo. Ma risulta evidente che, in questo modo, è razzismo anche il proibire ai medici di progettare ponti, o ai ciechi di operare a cuore aperto... Ora, io non so in che modo si conti di discriminare, in base a quali caratteristiche, in questo caso. E si può discutere (se così fosse) sui pro e contro della meritocrazia. Ma puoi parlare di razzismo solo se la discriminante sono caratteristiche non dimostrabili, oppure ininfluenti. Altrimenti no, io credo. Danilo -------------------------------- Inviato via [Only registered users see links. ] |
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#13
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| "fuzzy" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:77abffdd-81b6-4093-8907- Vedi figliolo, discriminare i somari in quanto somari e' una cosa sacrosanta, non e' una cattiveria. Sarei ipocrita se dicessi che cio' avviene per il loro bene: non e' cosi', rispetto all'individuo la selezione e' effettivamente punitiva. Ma la selezione e' vantaggiosa per la comunita', che si trovera' ai posti di responsabilita' una élite sopravvissuta con successo a una forte pressione selettiva. Come questa gente ha tenuto duro davanti a un esame, cosi' terranno duro davanti a una crisi economica, a un imprevisto in sala operatoria, a un cedimento delle fondamenta, ecc. ecc. Un piccolo appunto: vedo che hai problemi con la divisione in sillabe delle parole, occhio che quando si lanciano proclami occorre essere ortograficamente credibili. Selezionare le persone in base alla capacita' intellettuali e' una cosa giusta e seria. Adesso, con la scuola a pezzi, le persone vengono selezionate lo stesso, pero' in base alla loro paraculaggine, sfacciataggine e leccaculismo. Ma non e' leccaculismo italiota che fa fare progressi alla societa'. Vogliamo delle attrici che sappiano cantare, ballare e modificare a piacimento l'espressione del viso, e non solo troie svelte a darla via, se posso generalizzare un po' il concetto. |
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#14
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| "fuzzy" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:9d8e0b2e-0044-4951-a36c- La scuola, o e' fortemente selettiva, e manda avanti gli intelligenti e gli sgobboni, o non ha ragione di esistere. Sono anni di fancazzismo buttati via, tanto vale mandarli a imparare un mestiere a 16 anni invece che tenerli a ciondolare studicchiando poco e male e poi trovarseli come precari dequalificati a 24 o 30. Tu non vorresti avere come difensore un avvocato che non conosce il codice, come medico un somaro che non conosce la patologia medica, o farti progettare la casa da un geom. o un architetto deboli in matematica, no? Si' al numero chiuso, al concorso a quiz permutati su scala nazionale, con graduatoria unica nazionale. Viva Gentile, viva il nozionismo, viva la grammatica, viva lo studio a memoria. A diventare opinionisti c'e' sempre tempo. |
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#15
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| On 9 Gen, 15:33, "Marcolino" <x...@y.z> wrote: I primi a non rispettare e disprezzare le regole sono proprio gli italiani. Lo dici tu stesso sopra: la mancanza di cronica meritocrazia è stata portata avanti per decenni dagli italiani. fuzzy |
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| On 9 Gen, 15:49, Dominio Digitale <[Only registered users see links. ]> wrote: Per la meritocrazia non serve affatto il numero chiuso, c'e' già il voto, eppoi la selezione post-laurea. Il vero problema è la discriminazione, in un paese di razzisti- lobbysti. L'introduzione del numero chiuso nelle facoltà universitarie è talora abbinata alla proposta di aumentare le rette universitarie, e migliorare l'utilizzo delle strutture. Ovvero invece di incrementare le strutture per onorare il diritto allo studio sancito dalla costituzione, i razzisti-italiani-benpensanti discriminano gli studenti alla base. E il criterio non è la meritocrazia. La limitazione del diritto allo studio viene giustificata a volte con una questione di equità sociale per la quale è corretto che i più abbienti non beneficino di un 'università pagata con le tasse di tutti, anche dei più poveri. Purtroppo le statistiche confermano ovviamente il contrario: la maggioranza degli iscritti all'università proviene da una famiglia con almeno un genitore laureato, e che proprio i più poveri sono esclusi dai più alti livelli dell'istruzione, e i figli di papà diventano cosi dei privilegiati. Anche perche' se sei in una famiglia coi soldi, riesci a dedicarsi allo studio completamente, senza pensiere, impegni, preoccupazioni. Il problema è che la spesa pubblica per l'università e ricerca è molto bassa. in italia si preferisce finanziare pubblicamente i giornali (tanto per fare un per esempio). Il peggio è che proprio i più abbienti si avvalgono in numero ristretto dell'università pubblica, pagata (seppur in minima parte) con le tasse della collettività. Lo conferma il reddito medio pro- capite degli iscritti alle università statali. Come al solito in italia il finanziamento pubblico finisce nelle tasche di pochi, e senza che nessuno l'abbia chiesto, come nel caso del finanziamento pubblico ai giornali. l'aumento delle tasse e il numero chiuso diventano cosi una selezione per reddito, selezione razzista - della peggiore forma di razzismo, quella verso i poveri - e incostituzionale. fuzzy |
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#18
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| > Il problema è che la spesa pubblica per l'università e Senza polemica, c'è un altro problema. L'università ha delle responsabilità molto grandi, in parte effetto di false illusioni della collettività. So, come tutti quelli che hanno tentato di rimanere dopo il dottorato, che o sei un genio (il valore emerge sempre e comunque) o hai un carattere predisposto all'adulazione, per usare un eufemismo, o hai altre qualita comunque estranee a quelle che sarebbero richieste. Apro e chiudo parentesi, non per questo salto su e dico che l'università è stata razzista verso di me. So bene di non essere un genio (anche se so che sarei stato un bravo insegnante, meglio di tanti altri) e pazienza, faccio altro. Chiusa la parentesi, l'università è un mondo chiuso e costituisce una corporazione che quasi sempre riesce a respingere persino le indagini della magistratura. Hai idea di come vengono gestiti i concorsi? Io ho visto un po' dietro le quinte ed è uno schifo, sempre per usare delicati eufemismi. Altro enorme problema, sempre legato alla eccessiva indipendenza degli atenei, la proliferazione di cattedre e insegnamenti tipo "psicosociologia delle piante" (scherzo ma fino a un certo punto), il che comporta costi molto elevati che poi si riflettono sulle tasse. Una delle cause di questa proliferazione la vedo tutti i giorni con i figli di amici e conoscenti. Gente che per forza vuole fare l'università e siccome non è particolarmente brillante finisce con scegliere "scenografia", "arti e spettacolo", eccetera, per carità tutta roba molto degna (vado col "disclaimer" ma il 90% di queste materie è roba assolutamente ridicola) che però, e questo è il punto, esiste in quanto pacchetto di offerta di certi atenei. E c'è l'offerta solo perché esiste la domanda del genitore che non ammette che il figlio non fa parte di quel 10-15% che ha le capacità per affrontare i campi del sapere realmente importanti. Tutto questo finisce col costare soldi e risorse per un perverso circolo vizioso dovuto anche alla conseguente spaventosa moltiplicazione di cattedre e insegnamenti. Ecco, in quest'ottica, il mito del pezzo di carta ha prodotto guasti forse irreparabili e se anche è, ammetto io per primo, sgradevole una forma di selezione, questo è solo il risultato del fatto che tanta gente non vuole riconoscere i limiti propri e/o dei propri figli. Il razzismo, come ti è stato detto, è un'altra cosa e non c'entra nulla con queste faccende. Certo, come esseri umani, messi di fronte al fatto che pochi hanno talento (io per primo non ce l'ho) e che non siamo tutti uguali, reagiamo cercando di negare questa evidente realtà. Non ci è bastato che dal mito della presunta "uguaglianza" degli esseri umani siano anche nate ideologie fallimentari: non lo accettiamo ed è umano. Ma "razzismo" per me, vuol dire "non ti faccio entrare all'università perché sei nato ad Ancona e ho una teoria biologica secondo la quale gli anconetani sono scemi". Questo, grosso modo, è razzismo. Quel che dicevo sopra sull'accesso troppo facile all'istruzione superiore e conseguente tirata di cinghia si può vedere esattamente come una forma di adattamento per la sopravvivenza di una comunità a cui stanno venendo meno le risorse, e i biologi qui potranno ben chiarirlo meglio di me. A questo punto, di chi è la colpa se siamo noi stessi ad aver provocato il problema che poi pretendiamo di non affrontare? Non è polemica eh... ma parlare di "razzismo" mi pare un po' troppo. Non so se è ammesso un uso traslato del termine fino a questo punto, ma se anche fosse trovo che è una parola da usare con tantissima cautela e in ambiti molto ben circoscritti. ciao! Apx. |
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| On Tue, 8 Jan 2008 14:20:47 -0800 (PST), fuzzy <[Only registered users see links. ]> wrote: Tralasciando il paragone col razzismo che mi sembra ridicolo... ti sembra molto meglio l'università accessibile a tutti e soprattutto che manda avanti cani e porci? Noi abbiamo avuto due tesisti, uno bravissimo ed uno molto meno sveglio, che si sono laureati entrambi in pari, quindi il nostro sistema universitario non valorizza più chi è bravo... Comunque una volta il numero chiuso garantiva una maggiore percentuale di laureati rispetto agli iscritti, adesso si laureano tutti comunque perché se le lauree sono troppo selettive l'università perde iscrizioni e quindi soldi (!)... Silvia ______ Se vuoi scrivermi togli tutti i punti prima della @ da [Only registered users see links. ] "Soltanto poche cose sono più difficili da sopportare dell'irritazione provocata da un buon esempio" (Mark Twain) |
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| On Wed, 09 Jan 2008 15:49:40 +0100, Dominio Digitale <[Only registered users see links. ]> wrote: Sante parole. Io sono entrata al numero chiuso senza conoscere nessuno ed ora me la sto prendendo in quel posto nel mondo del lavoro per la combinazione letale di non conoscere nessuno e di avere scelto la ricerca... Silvia ______ Se vuoi scrivermi togli tutti i punti prima della @ da [Only registered users see links. ] "Soltanto poche cose sono più difficili da sopportare dell'irritazione provocata da un buon esempio" (Mark Twain) |
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| chiuso , numero , nuovo , razzismo , università |
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