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Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus

Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus - Forum Biologia

Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus - Forum Scienza Biologia. Italian Biology Forum.


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  #1  
Old 03-03-2005, 10:44 AM
Tizio
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Default Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus



PERICOLO NUOVA EPIDEMIA, NUOVO VIRUS

AVVISATE GLI ORGANI COMPETENTI!
Nell'articolo riportato quì sotto, copiato da un sito internet, vi è la
descrizione di un vaccino per l'epatite C.

Se il vaccino per l'epatite C sotto descritto ha come principio attivo la
molecola posseduta dalle cellule epatiche e alla quale il virus si lega per
attaccarsi alla cellula, oppure se il vaccino per l'epatite C sotto
descritto ha come principio attivo la molecola posseduta dal virus con la
quale questo si lega alla cellula epatica, in tal caso è probabile che si
selezioneranno nell'organismo del paziente virus che espongono diverse
molecole che permetterebbero al virus di infettare altri tipi di tessuti;
Con il risultato che il virus possa mutare e diffondersi per via aerea, come
l'influenza, e che oltretutto possa mantenere la sua capacità di infettare
le cellule epatiche. Per fare un esempio di virus in grado di infettare
contemporaneamente due tessuti diversi: L'encefalomiocardite colpisce sia il
tessuto cerebrale che la parete interna del cuore.

Avvisate gli organi competenti.

ATTENZIONE: L'epidemia può partire dagli animali o dai pazienti a cui è
stata somministrata la molecola. Questi vanno considerati come affetti da
virus contagioso, quindi tenuti in
isolamento.




--- Ritaglio ---
Epatite C, vaccino made in Italy
Iniziata negli Usa la sperimentazione sull'uomo del vaccino preparato a
Siena. Intervista al dott. Sergio Abrignani
Sono almeno 200 milioni nel mondo i portatori più o meno "sani" del virus
dell'epatite C. Un numero largamente superiore ai contagiati da virus HIV,
responsabile dell'Aids. Ma i malati di epatite cronica di tipo C, la
stragrande maggioranza (9 su 10), sono asintomatici cioè non presentano
sintomi della malattia, anche per 10-15 anni, pur costituendo una notevole
causa d'infezione per le altre persone sane. In Italia si calcola che circa
l'1-2 per cento della popolazione sia stata infettata dal virus dell'Epatite
C (HCV)responsabile della malattia divenendone portatore sano. Oggi l'
epatite cronica di tipo C si può curare con efficacia, grazie alle nuove
terapie, mentre la ricerca sta facendo progressi incoraggianti: si confida
molto in un nuovo vaccino made in Italy, sperimentato da un'equipe di
ricercatori della Chiron Vaccines di Siena.
Il gruppo di scienziati è coordinato dal dottor Sergio Abrignani, lo stesso
che nel novembre 1998 aveva scoperto la molecola CD81, cioè il punto
utilizzato dal virus HCV per entrare nelle cellule epatiche umane.

Qual è il meccanismo d'azione del vostro vaccino?
"Più di tre anni fa abbiamo individuato - spiega il dottor Sergio
Abrignani - la porta d'ingresso del virus dell'epatite C nelle cellule del
fegato. Il nuovo vaccino agisce stimolando la produzione di anticorpi e
linfociti. I primi impediscono l'ingresso del virus nell'epatocita riducendo
la carica infettante e limitando di gran lunga il numero di cellule che
vengono attaccate dall'HCV; i linfociti T eliminano le poche cellule che il
virus riesce ad infettare. In altre parole, il vaccino induce sia una
risposta anticorpale che una risposta linfocitaria T. Dai nostri studi,
sappiamo pure che nessuna di queste due risposte specifiche da sola è
sufficiente per contrastare l'infezione: occorrono entrambe. A livello
molecolare, il vaccino induce la produzione di anticorpi che interferiscono
sul legame del virus HCV con la molecola CD81. Quest'ultima è una sorta di
scaletta d'ingresso che viene fatta saltare nel meccanismo dell'infezione,
rendendo così molto più difficile la vita al virus".

E' una ricerca tutta italiana?
"Certamente. Già nel 1989 - conferma Abrignani - il nostro gruppo aveva
scoperto, insieme ad altri, l'esistenza dell'HCV, il terzo dei virus
epatitici, quello più diffuso. Dal 1990 è disponibile un test per rilevare
gli anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario contro di esso: sono
gli anticorpi anti-HCV. Il virus non è mai stato visto al microscopio o
isolato in laboratorio, ma si sa che esiste perché noi scienziati ne abbiamo
evidenziato l'RNA, il codice genetico della molecola, mediante sofisticati
strumenti. Abbiamo scoperto di aver a che fare con un virus parecchio
trasformista: ogni genotipo (la classe genetica, ndr) di HCV è
caratterizzato da una diversa aggressività o capacità di replicarsi. Fra
classi e sottoclassi, i genotipi sono 10 con un centinaio di sottotipi:
quelli prevalenti nella popolazione mondiale sono i genotipi 1 e 2".

Come si è svolta la sperimentazione sul vaccino
"La prima fase di sperimentazione sugli animali è stata esaurita", chiarisce
il dottor Abrignani. "Tutti gli esperimenti sono stati fatti finora con
virus eterologhi, cioè diversi da quello utilizzato per il vaccino, ma di
genotipo 1. Ora stiamo provando a vedere, sugli scimpanzé, che cosa succede
con genotipi diversi. Avremo i risultati definitivi fra un anno circa.
Questi esperimenti hanno finora dimostrato che si può proteggere l'animale
dall'infezione cronica: gli scimpanzé vaccinati si infettano ma non
contraggono la malattia perché l'infezione viene risolta entro sei mesi
dalla vaccinazione: quindi il vaccino è certamente terapeutico per questa
specie animale. E' una sostanza efficace per prevenire l'infezione cronica,
che così è risolta nel 90% dei casi".

E' già partita la sperimentazione del vaccino sull'uomo
Il dottor Abrignani non nasconde la sua emozione nel dare l'annuncio: "E'
questa la novità assoluta. E' in corso, dal novembre scorso negli Stati
Uniti, la sperimentazione del nostro vaccino anti epatite C, sull'uomo.
Stiamo facendo la sperimentazione oltre Oceano per motivi tecnici e
burocratici. Siamo in piena fase 1, che durerà un anno: a 60 persone sane è
stato somministrato il "candidato vaccino" a scopo preventivo; altri 40
volontari, già infettati dal virus, si sono sottoposti alla cura vera e
propria con l'altra variante del vaccino. Le prove cliniche sui malati
dovranno dimostrare l'efficacia terapeutica del nuovo farmaco. E sarebbe una
grande conquista per tutto il mondo scientifico. Finora, infatti, non
esistono al mondo vaccini terapeutici contro nessuna malattia. Nel nostro
caso, stiamo cercando di sapere se il nostro preparato - dato a persone con
infezione da epatite C in corso da anni - riesce a modificare in meglio l'
andamento dell'infezione. Ma il nostro studio è appena agli inizi. Non
abbiamo a disposizione dati significativi e perciò andrei molto cauto".

Che tempi occorrono per sapere se il vaccino funziona anche sugli uomini?
"Abbiamo la certezza - spiega ancora Abrignani - che il nostro "candidato
vaccino" non è nocivo e induce risposte immunitarie nelle persone a cui è
stato somministrato.
E' chiaro che stiamo parlando di esperimenti molto lunghi perché, per avere
risultati sulla protezione effettiva dall'infezione cronica da HCV, bisogna
attendere almeno un anno. Tuttavia, abbiamo verificato sui volontari sani
che il vaccino a scopo preventivo è sicurissimo, non nocivo e induce ottime
risposte immunitarie. Poi dovrà seguire una fase 2, per un altro anno, su un
gruppo di 200 pazienti. La fase 3 si estenderà ad alcune migliaia di
persone. La sperimentazione sull'efficacia del nuovo vaccino dovrebbe
concludersi in 5 anni, entro il 2006 o il 2007. Devo precisare che stiamo
portando avanti la fase 1 nell'uomo su quei soggetti già infettati che non
hanno risposto alla cura con Interferone. I primi dati arriveranno fra un
anno o un anno e mezzo. In questa fase ci siamo posti due obiettivi:
verificare la sicurezza del preparato; non peggiorare le condizioni generali
del paziente".

Ma funzionerà sempre, con tutti i genotipi di HCV, il vaccino che state
sperimentando?
"E' proprio questo il punto che ci fa essere ottimisti. Sappiamo che non vi
sono differenze fra i due genotipi maggiori dell'HCV, l'1a e l'1b. Nel mondo
occidentale, circa il 50% della popolazione è infettato proprio da questi
due particolari genotipi e il vaccino sperimentale è risultato efficace in
entrambi i casi. Questo è un dato importante perché la risposta all'
Interferone e alla Ribavirina (la terapia d'elezione per l'epatite C) è
efficacissima nell'80-90% dei casi se la persona è stata infettata da HCV di
genotipi 2 e 3; è meno efficace, abbassandosi al 40-50%, se l'infezione
avviene ad opera dei genotipi 1a e 1b. Quindi, l'aver dimostrato che il
vaccino funziona proprio in questi ultimi casi, ci fa ben sperare anche per
le cure future sull'uomo".

Le vie di contagio del virus HCV: la malattia si scopre "casualmente"
L'epatite di tipo C è una malattia subdola, che si manifesta soprattutto
quando diventa cronica. Si scopre "per caso", magari con un controllo di
routine sul sangue.
Il contagio avviene attraverso il contatto con il sangue o le sue componenti
specifiche infette (emoderivati): plasma, globuli rossi, bianchi o
piastrine. La diffusione di questa malattia è maggiore rispetto all'Aids
perché il virus HCV è più resistente alla temperature esterne, fuori dall'
organismo umano. Così il contagio fra persone infette e sane è molto più
probabile. Oggi però il gruppo a maggior rischio di contagio è quello dei
tossicodipendenti, attraverso il passaggio di siringhe infette usate da un
"portatore della malattia" ad uno sano. Al secondo posto, ma con minime
possibilità, c'è il contagio durante i rapporti sessuali. Più probabile,
anche questo, se uno dei partner è tossicodipendente già contagiato dal
virus. E' da sottolineare un aspetto molto discusso: le trasfusioni di
sangue oggi sono assolutamente sicure. Prima del 1990 molte persone sono
state infettate in seguito alle trasfusioni perché il virus HCV era ancora
poco noto. Da allora il virus viene testato in maniera certa ed efficace in
tutti gli emoderivati.

Cosa deve fare un malato di epatite C cronica
Risponde il dottor Maurizio Tommasini, responsabile dell'Unità operativa di
Medicina Generale ed Epatologia di Humanitas: "La prima cosa da fare è
seguire una dieta e moderare il consumo di alcolici e superalcolici. E'
assolutamente proibito fare uso di farmaci senza controllo medico. Dobbiamo
ricordare, infatti, che tutte le medicine vengono eliminate attraverso il
fegato. Basti pensare che in una persona normale molti farmaci si rivelano
tossici, in una con il fegato malato lo sono ancora di più. I più a rischio?
Sono gli antinfiammatori in generale e tutti gli antibiotici per la cura
della tubercolosi".

Alcuni consigli per evitare il contagio da HCV
"Attenzione" avverte il dottor Tommasini, "infettarsi con il virus è molto
difficile. Ciò costituisce un paradosso, in considerazione dell'alto numero
di persone contagiate. Devono perciò sussistere due fattori: una
concentrazione di virus infettante molto alta in relazione ai bassi livelli
circolanti nel sangue e alla sua labilità; la persona attaccata deve essere
immunologicamente debole. Se vengono soddisfatte queste condizioni, può
essere a rischio d'infezione chiunque venga a contatto con sangue infettato
dal virus - spiega il dottor Tommasini - attraverso aghi da siringa, ma
anche con la pratica dei tatuaggi o del piercing. Controllate perciò che la
persona che esegue questi interventi di "piccola chirurgia" sia titolata a
farli e abbia sterilizzato lo strumentario o, meglio, esegua il suo lavoro
con materiali monouso. Inoltre, se si vive a stretto contatto con un
portatore di epatite C è meglio: usare il preservativo durante i rapporti
sessuali occasionali o con persone a rischio; evitare lo scambio di siringhe
tra tossicodipendenti; utilizzare esclusivamente oggetti monouso - ad
esempio le siringhe - o personali, come lo spazzolino da denti, pettini,
rasoi, forbici. E infine: disinfettate sempre gli oggetti che possono essere
contaminati dal virus".

Le cure mediche oggi a disposizione: Interferone e Ribavirina
"L'epatite C cronica oggi si cura con l'Interferone associato alla
Ribavirina per bocca: l'efficacia è del 40-50%", spiega il professor Antonio
Gasbarrini, associato di Medicina Interna all'Università
Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma. "Esiste da poco tempo un nuovo
farmaco che ci sta dando grandi soddisfazioni: è l'Interferone peghilato,
così chiamato perché è legato ad altre sostanze che ne favoriscono l'
assorbimento. Questo nuovo tipo di Interferone si somministra con un'
infusione sottocutanea ogni settimana sfruttando il fatto che il farmaco
rimane a lungo nel sangue. Ogni ciclo di Interferone dura dai 6 mesi ad un
anno, se è necessario. Questa nuova cura non prevede la somministrazione a
giorni alterni, per tre volte alla settimana, come il vecchio Interferone
alfa, che presentava problemi di tolleranza e tossicità per i malati: non si
potevano usare dosi elevate, abbassava il numero dei globuli rossi e
bianchi, dava effetti collaterali simili all'influenza.
Inoltre l'associazione Interferone Peghilato-Ribavirina si è rivelata
efficace nel 60-70% dei casi, perché induce la formazione di anticorpi che
eliminano il virus HCV"

E per quei malati di epatite C cronica che non dovessero rispondere a questa
terapia?
"Se la cura si dovesse rivelare poco o per nulla efficace - precisa il
professor Gasbarrini - si può passare ad un secondo ciclo degli stessi
farmaci associati ma a dosi più alte: modificando la posologia, si estenderà
l'efficacia ad un altro 20-30% di persone. E per chi non risponde a nessun
tipo di terapia, si somministreranno più cicli di Interferone. In genere, la
cura si inizia in ospedale e si prosegue a casa. Nella fase iniziale la
terapia può dare effetti collaterali simili ai sintomi dell'influenza, ma in
generale è efficace e ben tollerata".
--- Fine ---





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  #2  
Old 03-03-2005, 10:47 AM
Tizio
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Default Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus

Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'Aids, di nuova epidemia, nuovo
virus
PERICOLO NUOVA EPIDEMIA, NUOVO VIRUS

AVVISATE GLI ORGANI COMPETENTI!
Nell'articolo riportato quì sotto, copiato da un sito internet, vi è la
descrizione di un vaccino per l'Aids.

A differenza di altri tipi di virus, il virus che causa l'Aids, permane per
molti anni nell'organismo del paziente;

Somministrando quella molecola, è probabile che si selezioneranno
nell'organismo del paziente virus che espongono diverse glicoproteine che
permetterebbero al virus HIV di infettare altri tipi di tessuti; Col
risultato che il virus HIV possa mutare e diffondersi per via aerea, come
l'influenza, e che oltretutto possa mantenere la sua capacità di infettare i
linfociti. Per fare un esempio di virus in grado di infettare
contemporaneamente due tessuti diversi: L'encefalomiocardite colpisce sia il
tessuto cerebrale che la parete interna del cuore.

Avvisate gli organi competenti.

ATTENZIONE: L'epidemia può partire dagli animali o dai pazienti a cui è
stata somministrata la molecola. Questi vanno considerati come affetti da
virus contagioso, quindi tenuti in isolamento.

Copiato da questo sito internet:

[Only registered users see links. ]

--- Ritaglio ---
Un farmaco per inibire l'HIV
La proteina blocca l'infezione impedendo al virus di entrare nelle cellule

La maggior parte dei farmaci oggi in produzione sono costituiti da piccole
molecole, strutturalmente simili a composti che si trovano in natura. In uno
studio pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academy of
Sciences", Robin Offord del Centre Médical dell'Università di Ginevra e
colleghi hanno provato ad applicare la chimica medicinale a una proteina,
una molecola molto grande in termini terapeutici, sviluppando così un
potente inibitore del virus dell'immunodeficienza umana (HIV).
Nelle prime fasi dell'infezione, il virus HIV sfrutta i recettori CD4 e CCR5
per penetrare nelle cellule immunitarie. Le tecniche usate dai ricercatori,
che vengono utilizzate anche per ottimizzare molti farmaci costituiti da
piccole molecole, hanno permesso di costruire e di sperimentare analoghi
della proteina RANTES, un inibitore naturale di HIV che si lega al recettore
CCR5 delle cellule umane e blocca così il virus.
Gli scienziati hanno prodotto 37 derivati biochimicamente distinti e, in un
modello di topo, la loro proteina sintetica (PCS-RANTES) si è rivelata oltre
50 volte più potente di altri derivati di RANTES nel bloccare le infezioni
di HIV. Nelle scimmie, secondo gli autori, PCS-RANTES non risulta tossico
nemmeno in dosi elevate, e potrebbe pertanto rappresentare una nuova classe
di terapie contro l'HIV. La tecnica potrebbe essere presto utilizzata per la
fabbricazione di nuovi farmaci.

Oliver Hartley et al., Medicinal chemistry applied to a synthetic protein:
Development of highly potent HIV entry inhibitors. Proceedings of the
National Academy of Sciences (2004).
Fonte: Le Scienze (15/11/2004) AAA Dimensione
Carattere
--- Fine ---



PERICOLO, DERIVANTE DALLA TERAPIA QUI' SOTTO RIPORTATA, DI NUOVA EPIDEMIA,
NUOVO VIRUS

Nell'articolo riportato quì sotto, copiato da un sito internet, vi è la
descrizione di una nuova terapia per l'Aids.

A differenza di altri tipi di virus, il virus che causa l'Aids, permane per
molti anni nell'organismo del paziente;

Il problema che si presenta con la terapia quì sotto riportata, consiste nel
fatto che rimuovendo dal plasma solo i virus che posseggono le gp120, è
probabile che si selezioneranno nell'organismo del paziente virus che
espongono diverse glicoproteine che permetterebbero al virus HIV di
infettare altri tipi di tessuti; Col risultato che il virus HIV possa mutare
e diffondersi per via aerea, come l'influenza, e che oltretutto possa
mantenere la sua capacità di infettare i linfociti.

Per fare un esempio di virus in grado di infettare contemporaneamente due
tessuti diversi:
L'encefalomiocardite colpisce sia il tessuto cerebrale che la parete interna
del cuore.

Avvisate gli organi competenti.

ATTENZIONE: L'epidemia può partire dagli animali o dai pazienti che sono
stati sottoposti a questa terapia. Questi vanno considerati come affetti da
virus contagioso, quindi tenuti in isolamento.


--- Da un sito internet ---
AIDS filter may remove virus from blood

United Press International - Saturday, 28 April 2001
Mike Martin, UPI Science Coorespondent

SAN DIEGO, April 28 (UPI) -- A novel filtration process designed to remove
the AIDS virus from human blood has shown excellent promise in a series of
pre-clinical trials, according to researchers at Aethlon Medical, an early
stage biotechnology firm in La Jolla, Calif.
Trials of the filtration system, aptly named the HIV-Hemopurifier, began in
February of this year according to Richard Tullis, Aethlon's chief project
researcher. The HIV-Hemopurifier method is based on kidney dialysis, Tullis
told United Press International.

"We use the same hollow-fiber cartridge used for kidney dialysis," Tullis
said. "The cartridge contains hair-like fibers with pores that trap
particles larger than the virus. Smaller particles pass through the pores
and circulate over polysaccharide beads coated with antibodies. These
antibodies are specific for Gp120, a surface protein on the AIDS virus. The
virus sticks to the antibody-coated beads, allowing uncontaminated material
to flow through the filters and back into the blood stream."
[...]
--- Fine ---















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  #3  
Old 03-03-2005, 07:42 PM
lucio
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Posts: n/a
Default Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus

Tizio, scusa, se mi dai i recapiti telefonici, le avviso io le autorità
competenti!

Lucio

Il 03 Mar 2005, 11:47, "Tizio" <[Only registered users see links. ]> ha scritto:
per
i
il
uno
CCR5
ricercatori,
recettore
un
oltre
classe
la
per
nel
mutare
interna
da
in
Tullis
The
material


--------------------------------
Inviato via [Only registered users see links. ]
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dal , derivante , epidemia , lepatite , nuova , nuovo , pericolo , vaccino , virus


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