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#1
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| PERICOLO PROBABILI NUOVI TERREMOTI E MAREMOTI Dall'aumento del numero e della frequenza con la quale si sono verificati i terremoti in questo periodo di tempo, si può dedurre che il pianeta terra stia attraversando un periodo di intensa attività sismica. Occorre quindi avvisare gli organi competenti affinchè operino interventi di prevenzione e controllo stabilità degli edifici a rischio in tutte le parti del mondo. In particolare sono probabili intensi terremoti in luoghi nei quali è trascorso il maggior periodo di tempo dall'ultimo terremoto in tal zona. CURA PARALISI DA LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE RIASSUNTO: Somministrando al paziente, prima gli antigeni esposti dai motoneuroni possedenti gli assoni danneggiati, per innescare una reazione autoimmunitaria che distrugga tali motoneuroni, e poi proteine complementari a tali antigeni per interrompere tale reazione, secondo alcune ipotesi i neuroni diverrebbero cosi in grado di prolungare i loro assoni e collegarsi ai tessuti muscolari; Poi l'encefalo impara ad utilizzare correttamente le nuove connessioni. 1 FASE: Accertarsi che la cura per malattie autoimmuni con proteine complementari agli antigeni colpiti ( descritta nella 4 fase ), funzioni. 2 FASE: Occorre estrarre e sintetizzare uno o degli antigeni esposti sia sulla superficie dei motoneuroni possedenti gli assoni danneggiati, sia sulla superficie degli assoni dei motoneuroni danneggiati dal trauma. 3 FASE: Iniettare nell'apparato circolatorio del paziente tali antigeni con lo scopo di innescare una risposta autoimmunitaria che distrugga i motoneuroni, non eccessivamente intensa ma tale da causare una lenta e progressiva distruzione dei motoneuroni. Siccome tali antigeni sono già presenti nell'organismo (si trovano sui motoneuroni), solo aumentando di molto la loro quantità, aumentando quindi la frequenza con la quale i linfociti T Helper vengono in contatto con tali antigeni, si può innescare una reazione immunitaria contro di essi e contro le cellule che li espongono. Occorre somministrare tali antigeni solo per il tempo che occorre all'organismo per sviluppare una risposta immunitaria efficace contro un'infezione (tempo che per l'influenza è di 6-8 giorni circa). E facile comprendere che quando nell'organismo aumenta improvvisamente la frequenza con la quale i linfociti vengono in contatto con un determinato antigene, l'organismo reagisca innescando una risposta immunitaria contro tale antigene, perchè il più delle volte, ciò si verifica quando un agente patogeno possedente l'antigene in questione, penetra nell'organismo. 4 FASE: Una volta distrutti parte dei motoneuroni possedenti l'assone danneggiato dal trauma, somministrare al paziente, una proteina [A] con struttura complementare a quella della molecola antigenica colpita dal sistema immunitario del paziente. Gli anticorpi prodotti contro la proteina [A] su descritta, per attaccarsi a questa, dovranno possedere una parte della loro struttura ad essa complementare detta sito di legame, e per evitare che tal struttura venga a sua volta attaccata, questa dovrà divenire compatibile "self", siccome tal struttura è la stessa dell'antigene colpito nella patologia autoimmune, anche questo antigene che prima era "non self" dovrà divenire "self" e affinchè ciò avvenga, è ipotizzabile che i linfociti interrompano la risposta immunitaria contro tale antigene, si sarà quindi ottenuta una completa e permanente desensibilizzazione. Inoltre, gli anticorpi prodotti contro la proteina [A] su descritta, per attaccarsi a questa dovranno possedere un sito di legame ad essa complementare, tale sito di legame è anche complemetare al sito di legame posseduto dagli anticorpi responsabili della distruzione dell'antigene colpito nella malattia autoimmune. I siti di legame di questi due tipi di anticorpi sono tra loro complementari e si neutralizzeranno a vicenda. E' possibile sintetizzare la proteina con struttura complementare a quella della molecola antigenica colpita dal sistema immunitario, con la tecnica già descrittavi nel paragrafo: "Tecnica di amplificazione proteine". 5 FASE: A questo punto è ipotizzabile che si verifichi, grazie all'attività notturna di riposizionamento degli assoni svolta dall'encefalo, il prolungamento degli assoni di parte dei neuroni e il loro collegamento al tessuto muscolare, anche se questi neuroni non erano adibiti alla trasmissone degli impulsi nervosi ai muscoli. Nonostante non sono motoneuroni è ipotizzabile che questi prolunghino i loro assoni e stabiliscano contatti con i tessuti muscolari, trasformandosi in motoneuroni mutando di forma. Cio non avviene nei pazienti con lesioni del midollo spinale perchè i motoneuroni presenti hanno l'assone della giusta lunghezza ma danneggiato. Il motivo per cui si pensa che si verifichi quanto su scritto è descritto nel paragrafo che segue (qui sotto): ------------------ Risulta che la sclerosi laterale amiotrofica sia frequente in sportivi che probabilmente hanno usato farmaci steroidi. Gli steroidi hanno l'effetto di indebolire il sistema immunitario e aumentare la massa muscolare. Se il sistema immunitario si indebolisce, il numero di leucociti diminuisce. Se il numero di leucociti diminuisce, aumenterà la frequenza con la quale i linfociti entrano in contatto con gli antigeni delle cellule di tutti gli altri tessuti tra i quali quelle del tessuto muscolare. Inoltre le cellule del tessuto muscolare, a causa dell'aumento di massa del tessuto, dovuto all'assunzione di steroidi, aumentano anche l'area della loro superficie esposta e di conseguenza la quantità di antigeni che le caratterizzano. E facile comprendere che quando nell'organismo aumenta improvvisamente la frequenza con la quale i linfociti vengono in contatto con un determinato antigene (l'antigene posseduto dalle cellule del tessuto muscolare) l'organismo reagisca innescando una risposta immunitaria contro tale antigene, perchè il più delle volte, ciò si verifica quando un agente patogeno possedente l'antigene in questione, penetra nell'organismo. Ciò, oltre a far pensare che la sclerosi laterale amiotrofica sia una malattia autoimmune (il sistema immunitario distrugge sia i motoneuroni che le cellule muscolari perchè probabilmente hanno un antigene in comune), fa anche pensare alla possibilità che nella sclerosi laterale amiotrofica l'atrofia muscolare progressiva non sia causata dalla degenerazione dei motoneuroni. Secondo la versione ufficiale, nella sclerosi laterale amiotrofica la degenerazione dei motoneuroni del midollo spinale causa l'atrofia muscolare progressiva. Secondo una prima ipotesi la sclerosi laterale amiotrofica è una malattia autoimmune causata dal sistema immunitario del paziente colpisce i motoneuroni, ma esisterebbe una seconda ipotesi: Il sistema immunitario distrugge solo le cellule del tessuto muscolare; Durante l'attività notturna di riposizionamento degli assoni svolta dall'encefalo, i motoneuroni che si collegavano a una determinata regione di un tessuto muscolare atrofizzato, ritirino i loro assoni per riposizionarli in direzione di altri neuroni allo scopo di svolgere altre funzioni utili. Se il ricercatore distingue al microscopio un motoneurone da altri tipi di neuroni grazie al fatto che il motoneurone presenza un assone dotato di elevata lunghezza, a tal ricercatore sembrerà che i motoneuroni sono scomparsi, ma in realtà sono ancora presenti solo che si sono trasformati mutando di forma. Se in caso di atrofizzazione del tessuto muscolare i motoneuroni possono ritirare, accorciare, i loro assoni per riposizionarli in direzione di altri neuroni allo scopo di svolgere altre funzioni utili, mutando conseguentemente di forma, sarà anche possibile il processo inverso: Grazie all'attività notturna di riposizionamento degli assoni svolta dall'encefalo, è possibile che i neuroni prolunghino i loro assoni e stabiliscano contatti con i tessuti muscolari, trasformandosi in motoneuroni mutando di forma. Cio non avviene nei pazienti con lesioni del midollo spinale perchè i motoneuroni presenti hanno l'assone della giusta lunghezza ma danneggiato. ------------------ TECNICA DI AMPLIFICAZIONE PROTEINE (COME OTTENERE PROTEINE COMPLEMENTARI AGLI ANTIGENI COLPITI DAL SISTEMA IMMUNITARIO): Come per i nucleotidi, anche gli amminoacidi hanno una parte della loro molecola, in questo caso il "gruppo (R) variabile" (detto residuo di amminoacido) che può essere complementare al "gruppo (R) variabile" di un'altro amminoacido forse se posto in posizione antiparallela. Quindi denaturando la proteina in particolari condizioni di concentrazione amminoacidi e temperatura, fornendo i 20 amminoacidi e forse anche l'appropriato enzima, sarebbe possibile replicarla come avviene nella PCR. Occorre come per la PCR il "primer" un breve frammento polipeptidico che si aggancerà, ad una determinata temperatura, con i "gruppi (R) variabili" dei suoi amminoacidi a quelli della proteina da replicare. Altro problema è che la temperatura alla quale gli amminoacidi si legheranno al "primer" potrebbe non coincidere con la temperatura di denaturazione della proteina. Quindi potrebbe essere necessario far coincidere tali temperature utilizzando appropriati catalizzatori. Vi è la possibilità che alcuni dei 20 amminoacidi possano essere complementari e quindi legarsi a più di un tipo di amminoacido; In tal caso occorre sintetizzare degli amminoacidi più selettivi; Esempio: Immaginiamo che l'amminoacido (A) possa legarsi sia con l'amminoacido (B) che non l'amminoacido (C), in tal caso occorrerà sintetizzare due amminoacidi artificiali modificando la struttura dell'amminoacido (A) in modo da renderlo in grado di legarsi solo l'amminoacido (B) ma non con (C), e poi sintetizzarne un'altro in grado di legarsi solo l'amminoacido (C) ma non con (B). Avremo così a disposizione un gruppo di amminoacidi (tra cui alcuni modificati) ognuno dei quali capace di legarsi ad un solo altro amminoacido complementare. Diventa così possibile con un procedimento simile alla PCR ottenere, prima una proteina (B) costituita esclusivamente da amminoacidi più selettivi, complementare alla proteina (A) da amplificare, poi replicare la proteina (B) ottenendone un gran numero di copie, e infine, usando una soluzione contenente amminoacidi normali, assemblare la proteina (A) originaria, usando la proteina (B) come stampo. Al termine del procedimento si saranno ottenute in gran quantità due diverse proteine, tra loro complementari anche a temperatura ambiente nonostante ognuna di esse si avvolgerà su se stessa. Per poter isolare dalla soluzione una delle due proteine, quella che si è voluta amplificare, oppure quella complementare, e possibile utilizzare particelle di resina con inglobati uno dei due tipi di primers, breve frammento polipeptidico, che, dopo aver denaturato col calore le proteine, e successivamente abbassato la temperatura ad un determinato valore, si aggancerà, solo ad una dei due tipi di proteine; Le particelle di resina verranno infine filtrate. Per ottenere le particelle di resina con inglobati uno dei due tipi di primers, si può utilizzare questo metodo: Si preparano delle particelle di resina con inglobato un amminoacido; Si aggiungerà ad una estremità di uno dei due tipi di primers scelti (frammenti polipeptidici), una molecola che impedisce l'aggancio di ulteriori amminoacidi ad una sola delle due estremita del polipeptide; Si lega con la temperatura il primer all'amminoacido sporgente dalla resina. |
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#2
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| Tizio wrote: Questa frase che cosa significa? Che siccome sono trascorse almeno un paio di ere geologiche dall'ultimo sisma verificatosi in Antartide, e' piu' probabile che il prossimo terremoto di massima intensita' si verifichi in Antartide piuttosto che a S.Francisco? Per quel poco di geologia che capisco, non credo che sia questo l'approccio corretto. |
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#3
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| Roberto Montaruli wrote: No, infatti... per quel poco che ne capisco anche io... SE ho ben interpretato, vuol dire non che sia più probabile che si verifichi un terremoto in Antartide che a S.Francisco, ma che quando quel terremoto in antartide si verificherà sara molto probabilmente enormemente più forte che le scosse "frequenti" che si verificano in alre zone ( la te citata S.Francisco ). Il motivo è il seguente: quando due "placche" riescono a "scaricare" la forza del loro scorrimento e movimento frequentemente tramite terremoti, le scosse sono deboli in genere; quando invece tali "forze" si accumulano per lunghi periodi, il primo terremoto è sempre in genere MOLTO violento. Sono solo nozioni del liceo di un paio di anni fa... per quel che possono valere! Saluti Warlock |
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#4
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| "Warlock_84" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:35QCd.68859$[Only registered users see links. ].. . verifichi in che le Come in tutte le cose, le forze si concentrano di più nei punti di minor resistenza. Quindi dipende anche dalla consistenza delle placche. Ciao Max Ps. Al cospetto della natura siamo veramente piccoli e indifesi. |
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| cura , del , lesioni , maremoti , midollo , nuovi , paralisi , pericolo , spinale , terremoti |
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