Go Back   Science Forums Biology Forum Molecular Biology Forum Physics Chemistry Forum > Regional Molecular Biology Discussion > Forum Biologia
Register Search Today's Posts Mark Forums Read

Forum Biologia Forum Scienza Biologia. Italian Biology Forum.


Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC

Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC - Forum Biologia

Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC - Forum Scienza Biologia. Italian Biology Forum.


Reply
 
LinkBack Thread Tools Display Modes
  #1  
Old 09-26-2004, 04:06 PM
Tizio
Guest
 
Posts: n/a
Default Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC



APPARECCHIO FILTRA VIRUS E RENE ARTIFICIALE COLLEGABILI TRAMITE BY-PASS
L'apparecchio filtra virus, di dimensioni simili a quelli di un pacemaker e
collegabile all'apparato circolatorio del paziente tramite by-pass, può
essere impiegato per qualsiasi infezione virale o per setticemie da batteri
resistenti (usando filtri adatti). L'apparecchio è costituito da un unico
lungo e sottile tubo ripiegato più volte su se stesso, oppure da un certo
numero di questi tubi collegati tra loro in serie o in parallelo, ognuno dei
quali è costituito da tre strati: Un tubo di materiale poroso che non si
lascia attraversare dalla componente cellulare (globuli rossi, bianchi,
piastrine) ma si lascia attraversare dal plasma; Circondato da un'altro
tubo, realizzato con membrane colloidali o altro, che trattiene solo i virus
ma lascia passare tutte le altre molecole. Circondato a sua volta dal
rivestimento del tubo dove si raccoglie il plasma privo di virus, che poi
verrà riunito al sangue uscente dall'estremità del tubo. Se si modifica
opportunamente la forma dell'apparecchio, dovrebbe essere possibile
convogliare il flusso sanguigno in modo tale che il plasma venga
automaticamente aspirato senza l'utilizzo di una pompa. All'estremità del
tubo da dove esce il sangue filtrato, i due filtri terminano con un tratto
non filtrante avente lo scopo di accumulare i virus. E anche possibile
collegare in tale area un tubo che comunica con una piccola camera dalle
pareti rigide o deformabili (di gomma) atta a raccogliere i virus. Tal
camera può anche essere a sua volta collegata con l'esterno per mezzo di
un'altro tubo che sbuca dall'addome del paziente; Se invece il tubo sbuca
nella vescica del paziente, e usando filtri adatti, tal apparecchio può
svolgere le stesse funzioni di un rene è può essere utilizzato per i
pazienti privi di reni che necessitano di dialisi.

IMPORTANTE: Anche quando l'apparecchio verrà utilizzato per pazienti infetti
da virus che non si diffondono per via aerea, è importante evitare, durante
il procedimento di rimozione, pulizia dell'apparecchio, o svuotamento della
camera atta a raccogliere i virus, di inalare le particelle virali che
inevitabilmente si diffonderanno nell'aria, quando il plasma carico di virus
verrà esposto all'aria.

IMPORTANTE: Se l'apparecchio ha filtri per raccogliere i virus, non si deve
assolutamente collegare la camera atta a raccogliere i virus con la vescica
del paziente.

CON LAMPADA A RAGGI UVC:
Invece di collegare la camera, atta a raccogliere i virus, con l'esterno per
mezzo di un tubo che sbuca dall'addome del paziente, si può dotarla di un
compartimento stagno contenente una minuscola lampada (al mercurio senza
fosfori) emettitrice di raggi UVC e dotata di una parete (per separare il
plasma dalla lampada) in quarzo (trasparente agli UV).

Un circuito elettrico alimentato da una batteria fa si che la lampada agli
UVC si accenda e si spenga, ad intervalli regolari: Per alcune settimane,
durante le quali i virus si accumulano nella camera, la lampada rimane
spenta; Successivamente la lampada si accende per un determinato periodo di
tempo illuminando il plasma privo della sua parte corpuscolata e carico di
virus con intensità sufficiente per causare danni, alle particelle virali
illuminate dalla luce UVC, tali da far perdere a queste le loro capacità di
replicarsi nelle cellule dei tessuti; Poi il circuito elettrico spegne la
lampada e apre una valvola consentendo al plasma contenuto nella camera di
fluire lentamente nell'apparato circolatorio del paziente per mezzo di un
tubicino opportunamente collegato; Durante questa fase, il plasma carico di
virus non viene immesso rapidamente in circolo, ma molto gradatamente,
aprendo e richiudendo più volte la valvola; Questo perchè se venissero
bruscamente rilasciati nell'apparato circolatorio del paziente gran quantità
di virus accumulati, il paziente potrebbe incorrere in una grave reazione
"allergica" che potrebbe avere esito letale. Poi il circuito elettrico
chiude la valvola e attende altre settimane prima di ripetere l'intera
operazione dall'inizio.

Si può sostituire la batteria mediante intervento chirurgico; Oppure si può
ricaricare la batteria del dispositivo telealimentando questo mediante
avvolgimento sottocutaneo a cui avvicinare un avvolgimento esterno
realizzando un mutuo induttore; Oppure ricaricare la batteria alimentando
direttamente il dispositivo dall'esterno con dei cavetti collegati ad una
spina che sbuca dall'addome del paziente; Oppure la luce UVC può essere
fatta giungere nella camera atta a raccogliere i virus, dall'esterno per
mezzo di una fibra ottica collegata alla camera e che sbuca dall'addome del
paziente.

NOTA: L'idea di usare una lampada agli UVC e come alimentarla, mi è stata
suggerita.

NOTA: E' anche molto importante assicurarsi che i virus uccisi in questo
modo (con raggi ultravioletti) non siano ancora in grado di creare problemi
alle cellule dei tessuti, e in tal caso scoprire quali.


CURA INFEZIONI BATTERICHE O VIRALI, E LEUCEMIA (Vecchia versione,
riassuntiva):
L'apparecchio filtra virus, simile all'emodializzatore, permette, con due
filtri tubolari oppure due centrifughe, di rimuovere dal sangue solo il tipo
di cellule o virus desiderati. Può essere impiegato per qualsiasi infezione
virale, per setticemie da batteri resistenti, per la leucemia. Funzionamento
dell'apparecchio: La prima centrifuga separa tutti i corpi più densi, la
seconda, tutti i corpi meno densi di quelli che si vuole rimuovere, lo
stesso discorso è fatto con i filtri: Il primo filtro separa tutti i corpi
più grandi, il secondo filtro, tutti i corpi più piccoli dei virus. Anche se
usato per pazienti infetti da virus che non si diffondono per via aerea, è
importante evitare di inalare le particelle virali che si diffonderanno
nell'aria durante la pulizia dell'apparecchio. E' consigliabile costruire
l'apparecchio con sterilizzatore incorporato.


CURA CONTRO IL CANCRO CON MOLECOLE DI ACIDO NUCLEICO

NOTA: Può essere curato con questo trattamento, qualsiasi tipo di tumore,
comprese Leucemie, linfomi, Castleman. Questa terapia può essere intrapresa
contemporaneamente alle altre.

IMPORTANTE: Queste molecole possono rivelarsi infettive, teratogene,
mutagene; Sperimentare con prudenza; E' necessario intervento obbligatorio
di castrazione.

DESCRIZIONE TERAPIA:
Con una biopsia si preleva dal paziente un frammento di tessuto colpito
dalla neoplasia, e un frammento dello stesso tipo di tessuto da un donatore
sano, e si coltivano in vitro.

Ora si può procedere con una di queste due tecniche:


1 TECNICA:
La o le molecole di acido nucleico, che una cellula già differenziata di un
determinato tessuto trasferisce in una particolare cellula staminale per
trasformarla in una cellula di quel tessuto, possono essere isolate sia
dalle cellule del frammento di tessuto prelevato dal donatore sano, che
dalle cellule del frammento di tessuto prelevato dal paziente affetto dalla
patologia; Questi tipi di molecole possono essere replicate con la PCR.
Sostituire, dal filamento di acido nucleico ottenuto dalle cellule del
donatore, il tratto che ne determina la selettività permettendogli di essere
riconosciuto e utilizzato dalle cellule di determinati tessuti ma non di
altri, con l'analogo tratto presente sul filamento di acido nucleico
ottenuto dalle cellule del paziente. La molecola così ottenuta può essere
replicata con la PCR e iniettata direttamente nell'apparato circolatorio del
paziente affetto dalla patologia.

Tali molecole avrebbero la funzione di indurre nella cellula staminale la
differenziazione, trasformando la cellula in una cellula del tessuto a cui
ha attecchito, e conterrebbero principalmente i geni che codificano per
delle proteine che serviranno per l'attivazione e la disattivazione
selettiva, di geni che si trovano già all'interno della cellula staminale.
Tuttavia tali molecole di acido nucleico dovrebbero contenere anche dei
nuovi geni, non presenti nella cellula staminale, e aventi lo scopo di far
acquisire a questa, qualche caratteristica utile alla sopravvivenza
(Resistenza a agenti nocivi e geni regolatori di crescita).

Quindi tale molecola, assorbita dalle cellule del tessuto colpito dalla
neoplasia, dovrebbe trasferire in esse i geni regolatori di crescita
posseduti dalle cellule sane del donatore, arrestando quindi la crescita del
tumore.

2 TECNICA:
Invece di sostituire, dal filamento di acido nucleico che le cellule già
differenziate del donatore trasferiscono nelle staminali, il tratto che ne
determina la selettività permettendogli di essere riconosciuto e utilizzato
dalle cellule di determinati tessuti ma non di altri, con l'analogo tratto
presente sul filamento di acido nucleico ottenuto dalle cellule del
paziente, si può invece estrarre dai cromosomi della cellula del donatore
solo i geni regolatori di crescita e legarli al tratto (o ai tratti) che
determina la selettività del filamento di acido nucleico che le cellule già
differenziate del paziente affetto da tumore trasferiscono nelle staminali
per indurre la loro differenziazione.


IPOTESI DELLO SCAMBIO DI ACIDI NUCLEICI TRA CELLULE:

Da alcune deduzioni su esperimenti noti e su informazioni sull'argomento, si
arriva a comprendere che:

Una particolare cellula del tessuto del midollo osseo si replica producendo
un'altra cellula e trasferisce in questa alcune molecole di acido nucleico
che la trasformeranno in una cellula staminale indifferenziata e poi in una
particolare cellula staminale che liberata nell'apparato circolatorio
attecchirà ad altri tessuti trasformandosi in una cellula del tessuto a cui
ha attecchito.

Una cellula già differenziata di un qualsiasi tessuto trasferisce molecole
di acido nucleico nelle cellule staminali indifferenziate quando queste
attecchiscono a tal tessuto; Tali molecole hanno la funzione di indurre
nella cellula staminale la differenziazione, trasformando la cellula in una
cellula del tessuto a cui ha attecchito. Tali molecole conterrebbero
principalmente i geni che codificano per delle proteine che serviranno per
l'attivazione e la disattivazione selettiva, di geni che si trovano già
all'interno della cellula staminale. Tuttavia tali molecole di acido
nucleico dovrebbero contenere nuovi geni, non presenti nella cellula
staminale, e aventi lo scopo di far acquisire a questa, qualche
caratteristica utile alla sopravvivenza (Resistenza a agenti nocivi, geni
regolatori di crescita, ecc..). Le caratteristiche genetiche delle cellule
di un tessuto subiscono lievi cambiamenti indotti da fattori nocivi, tali
cambiamenti verranno così trasferiti alle nuove cellule staminali che si
legheranno al tessuto.

Se queste molecole di acido nucleico venissero iniettate nell'apparato
circolatorio, verrebbero assorbite da tutti i tipi di cellule ma verrebbero
utilizzate solo da cellule che riconoscono uno o dei determinati tratti del
filamento di acido nucleico assorbito; Tale tratto verrebbe riconosciuto
dalle cellule di un determinato tessuto ma non da cellule di altri tessuti
dell'organismo. La selettività sarebbe data dalla sequenza di nucleotidi di
quel tratto.


IPOTESI DEL TRATTO DI ACIDO NUCLEICO DETERMINANTE LA SELETTIVITA':
Questa nuova tecnica utilizza le molecole di acido nucleico che le cellule
dei tessuti si scambierebbero tra loro, in pratica sarebbe possibile
modificarle per poterle iniettare direttamente in circolo; Tutti i tipi di
cellule le assorbirebbero ma verrebbero utilizzate solo in determinate
cellule che riconoscono un determinato tratto del filamento di acido
nucleico assorbito; Tale tratto verrebbe riconosciuto dalle cellule di un
determinato tessuto ma non da cellule di altri tessuti dell'organismo. La
selettività sarebbe data dalla sequenza di nucleotidi di quel tratto forse
posizionato ad una estremità del filamento di acido nucleico.

Nonostante che, il motivo per cui alcuni virus attaccano solo le cellule di
determinati tessuti ma non di altri sia dovuto ad alcune glicoproteine che
sporgono dal rivestimento esterno dei virus e che si legano ad alcuni
recettori delle cellule bersaglio, esisterebbe un'altro fattore: Un ceppo
virale per infettare un determinato tipo di cellule deve possedere un tratto
del suo acido nucleico identico a quello posseduto da altre molecole di
acido nucleico che le cellule si scambierebbero tra loro.

Se tale tratto corrisponde, la cellula colpita dall'attacco di un virus non
produrrà l'interferone atto ad attivare la sintesi di proteine che bloccano
la replicazione dei virus nelle altre cellule dello stesso tessuto, in caso
contrario la cellula colpita dall'attacco di un virus produrrà l'interferone
e i virus non potranno (per un determinato periodo di tempo) replicarsi
nelle altre cellule di quel tessuto.

Si verifica qualcosa di simile anche nelle cellule batteriche: Nella
"modificazione dei virus batterici indotta dall'ospite" i batteri liberano
enzimi di restrizione che riconoscono il DNA virale e lo scindono in diversi
frammenti, mentre rimane comunque possibile, in altre circostanze, lo
scambio di DNA tra batteri direttamente dall'ambiente esterno.

Anche in questo caso (Nonostante che, il motivo per cui alcuni virus
attaccano solo le cellule batteriche di un determinato ceppo ma non di altri
sia dovuto ad alcune glicoproteine che sporgono dal rivestimento esterno dei
virus e che si legano ad alcuni recettori delle cellule bersaglio), un
virus, per infettare una cellula batterica, deve possedere un tratto del suo
acido nucleico identico, compatibile, con quello posseduto da altre molecole
di acido nucleico che i batteri dello stesso ceppo si scambiano tra loro.

Se una cellula batterica è infettata da un virus il cui tratto del DNA che
ne determina la selettività è compatibile, l'infezione non è ostacolata e
procede senza problemi.

Se una cellula batterica è infettata da un virus il cui tratto del DNA che
ne determina la selettività non è compatibile, avviene questo:

1. Il non riconoscimento del tratto di DNA (del virus) che ne determina la
selettività attiva il repressore, un fattore nel citoplasma che ostacola
l'automoltiplicazione del virus.

2. La cellula infettata secernerà interferone per le altre cellule ma
sintetizzerà anche proteine difensive per se stessa; Tali proteine agiranno
selettivamente, riconoscendo e distruggendo eventuali nuove molecole di
acido nucleico che vengono assorbite dalla cellula, solo se il tratto che
determina la selettività di tali molecole è identico a quello posseduto dal
DNA del virus precedentemente penetrato.

3. La cellula così protetta da nuove infezioni da parte dello stesso ceppo,
tenta di espellere il dna virale e risanare.

4. Almenochè le istruzioni per sintetizzare proteine specifiche per bloccare
un determinato virus siano contenute nella sequenza di amminoacidi
dell'interferone, le proteine difensive sintetizzate da altre cellule che
hanno assorbito l'interferone non possono essere specifiche per quel
determinato virus, quindi, tali proteine bloccheranno per un certo tempo la
replicazione di qualsiasi tipo di virus.

Durante questa fase temporanea, l'attività di trasformazione nei batteri
(durante la quale una molecola di DNA, proveniente da una cellula batterica,
penetra in un altro batterio direttamente dall'ambiente esterno e si integra
nel suo patrimonio genetico, sostituendo un analogo tratto di DNA) viene
impedita.



Reply With Quote
  #2  
Old 09-26-2004, 06:41 PM
Tizio
Guest
 
Posts: n/a
Default Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC

> spina che sbuca dall'addome del paziente; Oppure la luce UVC può essere
del

C'è un errore:

La fibra ottica è capace di guidare radiazioni elettromagnetiche di
lunghezza d'onda compresa tra 0,7 e 1,6 uM. Mentre i raggi ultravioletti
hanno lunghezza d'onda compresa tra 0,4 e 0,1 uM.

Quindi è meglio non usare fibre ottiche.



Reply With Quote
  #3  
Old 09-26-2004, 08:56 PM
Guybrush Threepwood
Guest
 
Posts: n/a
Default Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC

Proprio mentre cercavo di deframmentare il mio mononeurone, Tizio (
[Only registered users see links. ] ) mi interruppe dicendo:


Hai scoperto l'eufemismo?

--
Guybrush
"Mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra
sotto i piedi..."

Reply With Quote
  #4  
Old 09-30-2004, 10:32 AM
Francesco
Guest
 
Posts: n/a
Default Apparecchio filtra virus con lampada a raggi UVC

Non vi preoccupate.

Lo conosco.

E' una persona che non risponde mai alle domande che gli vengono fatte.

Cerca, attraverso i suoi silenzi, di dare valore a qualcosa che,
fino a prova contraria, non ce l'ha.

Il silenzio ha da sempre contraddistinto i vecchi saggi (o presunti tali).

Se parlasse o rispondesse alle domande che gli vengono poste, renderebbe
palese la sua ignoranza o incompetenza.

Se tace, invece, questo suo silenzio può essere interpretato per "grande
saggezza".

E' vecchio come sistema: POCHE PAROLE = TANTA SAGGEZZA.
Reply With Quote
Reply

Tags
apparecchio , con , filtra , lampada , raggi , uvc , virus


Thread Tools
Display Modes

Posting Rules
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is On
Smilies are On
[IMG] code is On
HTML code is Off
Trackbacks are On
Pingbacks are On
Refbacks are On

Forum Jump

Similar Threads
Thread Thread Starter Forum Replies Last Post
Danni dei Vaccini 2 G. Paolo Forum Biologia 40 11-11-2006 04:12 PM
Cosa e' un virus ? G. Paolo Forum Biologia 182 05-29-2006 06:33 PM
Pericolo, da cura per tumore al cervello con virus herpes, di nuova epidemia, nuovo virus Tizio Forum Biologia 0 03-09-2005 02:00 PM
Pericolo, derivante dal nuovo vaccino per l'epatite C, di nuova epidemia, nuovo virus Tizio Forum Biologia 2 03-03-2005 07:42 PM
Apparecchio filtra virus e rene artificiale a by-pass Tizio Forum Biologia 4 09-12-2004 09:57 PM


All times are GMT. The time now is 04:29 PM.


Powered by vBulletin® Version 3.8.4
Copyright ©2000 - 2014, Jelsoft Enterprises Ltd.
Copyright 2005 - 2012 Molecular Station | All Rights Reserved
Page generated in 0.19217 seconds with 16 queries