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#1
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| Salve a tutti, su Le Scienze vi è un articolo che riassume i meccanismi di aggressione del virus. Gli autori sostengono che la causa della rapidità di mutazione dell'HIV è da ricercarsi negli errori di battitura della RT, circa 1 su 10000 nucleotidi. Essi ne deducono che dopo 10000 replicazioni il genoma virale potrebbe essere completamente stravolto. Inoltre citano una stima effettuata nel 1996, senza alcun riferimento bibliografico: "in un paziente non trattato si producono ogni giorno circa 10^10 nuove particelle virali". La conclusione è che ogni paziente, in un sol giorno, fornirebbe nuovi ceppi virali alcuni dei quali sarebbero innocui mentre altri, resistenti ai farmaci, continuerebbero l'aggressione. Dato che non sono un biologo di formazione, questa spiegazione mi lascia dubbioso, ovvero: le dimensioni di HIV-1, circa 9000 nucleotidi, e la ridondanza del codice genetico mi fanno pensare che un errore di 1/10000 sia una stima difettosa. Se la rapidità di mutazione della superficie virale è tale da non permettere un vaccino efficace come è possibile che il virus mantenga inalterata la sua penetrazione cellulare? I recettori dei linfociti T non possono mutare in sincronia con l'HIV. Se qualche Biologo o Virologo potesse rispondere gli sarei molto grato. Cortesi saluti. |
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#2
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| "Elric" <[Only registered users see links. ]> ha scritto nel messaggio news:FcNKc.87248$[Only registered users see links. ]... del paziente virali". ceppi sia linfociti Questa terapia impedisce o riduce la capacità che hanno i virus di generare mutanti resistenti ai farmaci e, in combinazione con essi potrebbe guarire completamente i pazienti affetti da Aids. NUOVA TERAPIA PER INFEZIONI BATTERICHE O VIRALI, E PER LA LEUCEMIA NOTA: Nonostante le cellule già infettate dai virus non vengono rimosse questo apparecchio porterebbe i valori della viremia quasi a zero; E' ovvio che rimuovendo i virus liberi nel sangue, il numero di cellule che ogni determinato periodo di tempo vengono distrutte dai virus diminuirebbe. RIASSUNTO: L'apparecchio filtravirus, simile all'emodializzatore, permette, con due filtri tubolari oppure due centrifughe, di rimuovere dal sangue solo il tipo di cellule o virus desiderati. Può essere impiegato per malati di Aids: Riducendo la viremia il numero di linfociti aumenterebbe; Per qualsiasi infezione virale: Riducendo la viremia il numero di cellule distrutte diminuirebbe dando il tempo all'organismo di sviluppare anticorpi; Per setticemie causate da batteri resistenti agli antibiotici; Per la leucemia: Riducendo periodicamente il numero di leucociti. Funzionamento dell'apparecchio: La prima centrifuga separa tutti i corpi più densi, la seconda, tutti i corpi meno densi di quelli che si vuole rimuovere, lo stesso discorso è fatto con i filtri: Il primo filtro separa tutti i corpi più grandi, il secondo filtro, tutti i corpi più piccoli dei virus. NOTA: L'apparecchio può essere regolato per rimuovere dal sangue o solo i virus, o solo i batteri, o solo i globuli bianchi. NOTA: Questa terapia può essere eseguita contemporaneamente alle altre. Non è necessario l'intervento di anastomosi che viene eseguito per la dialisi renale, se necessario si può aumentare la portata di sangue che fluisce nell'apparecchio usando più aghi contemporaneamente per prelevare e reimmettere il sangue nell'apparato circolatorio. NOTA: Per poter separare dal sangue il plasma privo della parte corpuscolata e per poter separare successivamente i microrganismi dal plasma si possono usare due filtri tubolari oppure due centrifughe. un apparecchio che utilizza i filtri e molto semplice da costruire ed economico ma lento, mentre un apparecchio che utilizza le centrifughe è molto più veloce ma rende più difficile e costosa la sua costruzione; Inoltre regolando opportunamente la velocità di rotazione delle due centrifughe e possibile raccogliere nella seconda centrifuga solo il tipo di cellule desiderate separandole dal sangue del paziente; Tale regolazione può venire effettuata automaticamente premendo su appositi tasti. L'apparecchio può quindi essere regolato per rimuovere dal sangue solo i globuli bianchi, riducendo così temporaneamente il loro numero e consentendo di salvare la vita dei pazienti affetti da leucemia. APPARECCHIO CON I FILTRI: Il sangue, prelevato da una vena, è portato attraverso un catetere nel primo tubo-filtrante, per mezzo di una pompa, per poi essere reimmesso nell'apparato circolatorio del paziente. Il primo tubo-filtrante consiste in un lungo sottile tubo le cui pareti sono costituite da materiale poroso che non lascia passare la componente cellulare (globuli rossi, bianchi, piastrine) ma lascia passare il plasma che viene raccolto nella cavità tubolare del rivestimento esterno del primo tubo-filtrante e, aspirato per mezzo di una debole pompa (che accelera debolmente la velocità del passaggio) in un secondo tubo-filtrante; Per evitare di danneggiare gli elementi corpuscolari del sangue il primo tubo-filtrante deve essere molto lungo e quindi ripiegato su se stesso. Il secondo tubo-filtrante è costituito da un tubo molto più lungo e sottile del primo per aumentare la sua superficie filtrante ed accelerare il passaggio. Questo secondo tubo-filtrante è ad una sua estremità collegato alla cavità tubolare del rivestimento esterno del primo tubo-filtrante, mentre l'altra sua estremità è collegata ad una valvola che rimane chiusa durante il funzionamento e servirà poi a ripulire il filtro. In questo modo con la valvola chiusa tutto il plasma passerebbe attraverso il filtro mentre le particelle virali vi rimarrebbero intrappolate. Tutto il plasma viene raccolto nella cavità tubolare del rivestimento esterno del secondo tubo-filtrante e riunito alla componente cellulare uscente dal primo tubo (tale componente non viene privata del plasma) per poi essere reimmesso nell'apparato circolatorio del paziente. Più precisamente il plasma purificato dal virus attraversa un tubo che si ramifica e inserisce tutte le sue ramificazioni ad intervalli regolari nel primo tubo-filtrante; In tal modo è possibile aumentare la percentuale di plasma raccolta dal primo tubo-filtrante senza ridurre per far ciò la percentuale di plasma del sangue che passa per il primo tubo. L'ideale sarebbe creare una corrente di plasma che si sposta dal centro del primo tubo-filtrante alle sue pareti in modo che il plasma già filtrato (quindi privo di virus) spinga quello ancora da filtrare verso le pareti del tubo-filtrante, in questo modo vengono spinti verso le pareti non solo i virus ma anche la componente cellulare, ma questo problema è facilmente risolvibile modificando opportunamente la forma del primo tubo-filtrante; Se funziona si riuscirebbe a filtrare il 100% del plasma in un solo passaggio; Si può provare in questo modo: Il primo tubo-filtrante è formato da tre strati: Un tubo di materiale poroso in cui viene immesso il plasma già filtrato (senza virus) avente la funzione non di filtrare ma di diffondere uniformemente il plasma per tutta la sua lunghezza, circondato da un'altro filtro che si lascia attraversare dal plasma ma non dalla parte corpuscolata del sangue, circondato a sua volta dal rivestimento del tubo dove si raccoglie il plasma separato dalla sua parte corpuscolata ma contenente i virus. Il secondo tubo-filtrante, realizzato con membrane colloidali o altro, deve trattenere solo i virus (che sono in media 1/1000 più piccoli di un batterio) ma lasciar passare tutte le altre molecole (perfino il più piccolo virus è più grande della maggior parte delle molecole); Tutti i corpi più grandi dei virus sono invece trattenuti dal primo tubo-filtrante. L'apparecchio che contiene il tutto, va riscaldato alla temperatura corporea. I filtri (sostituibili) possono essere ripuliti aprendo la già citata valvola posta all'estremità del secondo filtro e facendo circolare acqua nell'apparecchio. Il vero problema è che più i pori del filtro sono piccoli e più tempo occorre al fluido per attraversarli, quindi occorre escogitare ogni trucco per aumentare il più possibile la velocità del filtraggio del plasma: Una pompa potrebbe aumentare debolmente la pressione del plasma sul filtro, contemporaneamente un'altra pompa potrebbe aspirare il plasma filtrato. Il secondo tubo-filtrante può essere chiuso alle sue estremità assumendo forma di ciambella o toro (ripiegato su se stesso), in questo modo un'ulteriore pompa può imprimere al liquido da filtrare un continuo e rapido movimento all'interno della ciambella. Si può ridurre il più possibile lo spessore del filtro per virus, e rivestirlo con un'altro filtro avente pori più grandi ma più robusto, per mezzo del quale il filtro per virus potrebbe reggere pressioni maggiori senza rompersi. Si può aumentare di qualche grado la temperatura del plasma durante la filtrazione per poi riportarla a quella originaria se questo non causa danni alle proteine e agli anticorpi in esso contenuti. APPARECCHIO CON LE CENTRIFUGHE: Il sangue, prelevato da una vena, è portato attraverso un catetere nella prima centrifuga, per mezzo di una pompa, per poi essere reimmesso nell'apparato circolatorio del paziente. La velocità di rotazione della prima centrifuga è sufficiente per spostare verso le sue pareti tutti i corpi aventi densità maggiore dei corpi che si vuole rimuovere, ma non è sufficiente per spostare anche i corpi che si vuole rimuovere oltre che tutti gli altri corpi meno densi di questi, i quali rimangono pressochè diffusi uniformemente nella zona centrale della prima centrifuga. Nella prima centrifuga vi è un tubo che aspira il liquido dalla sua zona centrale e lo conduce in una seconda centrifuga. Questa seconda centrifuga è ad una sua estremità collegata al tubo che aspira il liquido dalla zona centrale della prima centrifuga, mentre l'altra sua estremità è collegata ad una valvola che rimane chiusa durante il funzionamento e servirà poi a svuotare la centrifuga. Il liquido che giunge nella seconda centrifuga è privo dei corpi più densi di quelli che si vuole rimuovere. Questa seconda centrifuga ruotando più velocemente della prima centrifuga, permette di spostare verso le sue pareti i corpi più densi presenti nel liquido, proprio quelli che si vuole rimuovere, ma la velocità non è sufficiente per spostare anche tutti gli altri corpi meno densi, i quali rimarranno pressochè diffusi uniformemente nella zona centrale della seconda centrifuga. In questa seconda centrifuga vi è un tubo che aspira il liquido dalla sua zona centrale e lo conduce nella prima centrifuga, nella quale si riunirà al liquido in essa presente per poi essere reintrodotto nell'apparato circolatorio del paziente. La prima centrifuga, se di forma cilindrica con estremità coniche, dovrebbe formare una zona di plasma privo della parte corpuscolata, non solo al centro del cilindro ma anche distanziata da i due tubi che posti alle due estremità coniche del cilindro, permettono di immettere e raccogliere il sangue; Dall'interno di tali tubi, vengono fatti giungere nella zona centrale della centrifuga gli altri due tubi che aspirano e reimmettono il plasma nella zona centrale di questa. La centrifuga cilindrica con estremità coniche ruota poggiando su i due tubi che gli fanno da perno ma che non ruotano. La centrifuga ruota e poggia sui due tubi per mezzo di un cuscinetto a strisciamento che garantisce il movimento rotatorio e impedisce al liquido di fuoriuscire dalla centrifuga. Il tubo è in acciaio mentre il cuscinetto a manicotto è in lega antifrizione, tra i due non vi è un liquido lubrificante o si può usare un liquido lubrificante non tossico; Siccome l'attrito tra le due superfici genera calore occorre un potente sistema di raffreddamento, magari con un fluido refrigerante, ma che raffreddi solo la piccola zona della parete esterna della centrifuga sotto la quale si trova montato l'anello in lega antifrizione. Per evitare che la parte corpuscolata del sangue si intrufoli tra l'anello in lega antifrizione (che ruota) e il tubo d'acciaio (fermo) e quindi si degradi si può adottare questa soluzione: Un tubo che si allaccia ad uno dei tubi che trasporta il plasma privo della parte corpuscolata, convoglia e fa fuoriuscire il plasma in prossimità del cuscinetto in modo da creare una corrente di plasma che parte da molto vicino al cuscinetto e si disperde nella centrifuga, in tal modo la parte corpuscolata viene sempre respinta dal cuscinetto e non si degrada. L'apparecchio che contiene il tutto, va riscaldato alla temperatura corporea e può essere ripulito facendo circolare acqua nell'apparecchio. Può dover essere necessario aumentare la velocità del sangue che passa attraverso la prima centrifuga, ed ovviamente non si può aumentare la velocità con la quale il sangue viene prelevato e reimmesso nell'apparato circolatorio del paziente; per ovviare a questo inconveniente si può adottare questa soluzione: I due tubi di gomma che prelevano e reimmettono il sangue nell'apparato circolatorio del paziente vengono collegati ad un'altro tubo che è chiuso alle sue estremità assumendo la forma di toro o ciambella, in questo modo una pompa può far muovere il sangue dentro questa ciambella ad una velocità molto superiore a quella con la quale il sangue viene prelevato e reimmesso nell'apparato circolatorio del paziente. E la prima centrifuga è collegata a questo tubo toroidale. ESEMPIO DI RIMOZIONE GLOBULI BIANCHI: La velocità della prima centrifuga può essere regolata per spostare verso le sue pareti tutti i corpi più densi dei globuli bianchi creando così al suo interno una zona centrale in cui siano presenti solo i globuli bianchi e corpi meno densi di questi. Da questa zona centrale il materiale viene condotto in una seconda centrifuga regolata ad una velocità tale da spostare verso le sue pareti solo i globuli bianchi creando così al suo interno una zona centrale priva di globuli bianchi e in cui siano presenti tutti gli altri corpi meno densi. Questo dimostra che regolando opportunamente la velocità di rotazione delle due centrifughe e possibile raccogliere nella seconda centrifuga solo il tipo di cellule desiderate separandole dal sangue del paziente. La regolazione delle velocità delle centrifughe e quindi il tipo di cellule o virus da rimuovere può essere eseguita automaticamente premendo su appositi tasti. |
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| dellhiv , mutazione , rapidità |
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